Pinnacola: Esistono varianti? Quali sono?

La Pinnacola è un gioco di carte molto diffuso in Italia, spesso chiamato anche Pinacola o più semplicemente Pinella.

Il gioco fa parte della stessa famiglia del Burraco e della Canasta, anche se presenta sostanziali differenze con i due giochi appena citati.

Lo scopo però è sempre lo stesso, ovvero chiudere prima degli altri giocatori e magari fargli accumulare punteggi negativi. 

Si gioca con un mazzo di carte francesi (da 54 carte) da cui verranno tolti tutti i 2 rossi (due carte, il 2 di cuori e il 2 di quadri). Gli altri 2 rimasti (i neri, 2 di fiori e 2 di picche) vengono chiamati Pinelle (da qui il nome del gioco). 

Le Pinelle svolgono la stessa funziona del jolly e sarà quindi possibile attribuirgli qualsiasi valore (Scopri come fare Tris di Pinelle

I jolly non vengono esclusi dal mazzo come accade per molti giochi di carte francesi, anzi rappresentano la carta più importante del gioco (insieme alle Pinelle).

Di seguito vi indicheremo le varianti più famose della Pinnacola.

Pinnacola: la variante con 15 carte

Nella Pinnacola solitamente si gioca a coppie contrapposte, e vengono distribuite 13 carte coperte ad ogni giocatore. Leggi anche: Pinnacolo Carte

C’è però una variante molto interessante, che prevede la distribuzione di 15 carte per ogni giocatore. Questa versione viene chiamata “Pinnacolone”. 

Molto più lenta della versione normale, il Pinnacolone si gioca in 6 persone che a loro volta sono divisi in 3 coppie. La caratteristica di questo gioco è che la chiusura è permessa solo con una sequenza di sei carte in scala, combinazione chiamata proprio “Pinnacolone” anche nella Pinella.

Per chiudere quindi dovrete fare Pinnacolone, ovvero chiudere calando una scala composta da minimo sei carte, tutte ovviamente in sequenza, e senza l’uso di jolly o pinelle.

Vista la difficoltà nell’effettuare esclusivamente questa combinazione per poter vincere, questo gioco risulta molto più tattico e lento della Pinnacola classica.

Altre varianti

Esistono poi altre varianti della Pinnacola, che però non presentano regole ufficiali o cambiamenti radicali rispetto alla versione ufficiale del gioco. 

Si tratta più che altro di giocare sempre allo stesso gioco con le stesse modalità, ma con una-due regole diverse.

La prima che vi segnaliamo riguarda la chiusura. Alcuni giocatori infatti preferiscono seguire una regola molto interessante che prevede l’impossibilità di chiudere la partita se tra le combinazioni calate dal giocatore non sia presente almeno un poker o una pinnacola.

Una regola che rende il gioco più difficile e che costringe i giocatori a virare verso strategie diverse da quelle che solitamente utilizzano per arrivare alla chiusura finale.

L’altra variante che vi segnaliamo, meno usata rispetto a quella appena descritta, consiste nel dare alla matta un valore pari al doppio di quello reale. Questo vale quando si ha un jolly (o matta) in mano al momento della chiusura da parte di una altro giocatore. 

Esempio. Se avete posto il jolly tra l’8 e il 10 (7 -8 – jolly -10), il valore del jolly sarà pari a 9. Quindi al momento del conteggio dei punti, lo stesso jolly non varrà 9 bensì 18.  

Lodovica Mairè Rogati su transizione ecologica

In cima alle agende politiche ed industriali europee è emerso il tema della transizione ecologica con particolare attenzione all’ambiente e alla tutela della terra e del mare. Gli allevamenti di animali consumano risorse ambientali significative, per questo motivo, da alcune settimane, si alimenta la discussione sulla tutela degli animali da allevamento, senza la quale non potrebbe concretizzarsi una vera e propria transizione ecologica a protezione dell’ambiente. Abbiamo contattato Lodovica Mairè Rogati, attrice, sceneggiatrice, reporter, documentarista, autrice e conduttrice televisiva italo-britannica, attivista per i diritti degli animali, fondatrice e presidentessa dell’Associazione ‘IO NON CI STO’ – questo il sito internet dell’associazione. Con Lodovica abbiamo condiviso la notizia per la quale il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani è intervenuto nei giorni scorsi alla “Conferenza preparatoria della strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile”, pronunciando alcune osservazioni in merito all’eccessivo consumo di carni in Italia. 

Lodovica, ovviamente tu sei d’accordo con le dichiarazioni del Ministro. Cosa pensi in merito?

“La prima cosa che mi viene da dire è “meglio tardi che mai”. Mi auguro soltanto che queste non siano le solite belle parole che sentiamo ogni volta che qualcuno occupa una nuova posizione nella politica italiana. Resto abbastanza basita che siano servite le parole del Ministro Cingolani affinché si aprisse un dibattito pubblico autorevole sull’eccessivo consumo di carne ancora oggi nel ventunesimo secolo. Che gli allevamenti intensivi producano il 20% della CO2 emessa a livello globale è una realtà conosciuta da decenni. E’ per questo che oggi appare quanto mai fondamentale inseguire una soluzione affinché l’essere umano diminuisca drasticamente lo sfruttamento degli animali da allevamento.

“Secondo i dati Fao, produrre un kg di carne bovina in Italia – ha aggiunto – comporta appena un quinto delle emissioni di Co2 rispetto allo stesso Kg di carne prodotto in Asia o Usa. E anche la quantità di acqua necessaria per produrre lo stesso kg di carne in Italia è pari a 1/20 di quella usata in altri Paesi. Senza dimenticare che la zootecnia in Italia incide inoltre per appena il 5,6% delle emissioni (report Ispra), contro livelli globali ben più alti. Tutte informazioni che il ministro Cingolani ben conosce e che saremo felici di approfondire illustrando gli ulteriori progetti di modernizzazione delle filiere agroalimentari italiane finalizzate a renderle sempre più modello globale di riferimento”.

Blog Avv Davide Cornalba su Intermediazione Immobiliare

L’Avvocato Davide Cornalba del foro di Lodi, specializzato in cause civili legate al risarcimento del danno da fatto illecito, ha studio legale dell’Avv. Davide Cornalba ha sedi in Milano, Corso di Porta Vittoria 18, e Lodi, Via XX Settembre 51. Riceviamo e pubblichiamo l’approfondimento che segue prodotto dal team dell’Avv Davide Cornalba.

Grazie alla collaborazione di uno staff altamente specializzati, l’Avv. Davide Cornalba offre consulenze legali in materia di responsabilità civile in ambito di procedure di mediazione, in ambito giudiziale civile, in ambito giudiziale amministrativo, responsabilità penale, assistenza specialistica per opposizione a contravvenzioni, proposizione di denunce-querele, opposizioni a richieste di archiviazione

 

Cos’è l’attività di intermediazione mobiliare.

Vi siete sempre chiesti in cosa consista l’intermediazione mobiliare o, conoscete già l’argomento e state cercando informazioni più specifiche? Continuate a leggere questo articolo per ricevere una risposta alle vostre domande su quest’ attività.

Cos’è l’intermediazione mobiliare.
Per intermediazione mobiliare si intendono tutte quelle attività dove si offrono dei servizi di investimento, ovvero quando qualcuno sceglie di affidarsi a terzi, appunto degli intermediari, per investire le proprie somme di denaro sul panorama del mercato finanziario. 

Come in tutti gli altri servizi dove ci si affida a terzi per svolgere un’operazione si decide di compiere questa scelta o per mancanza di conoscenza ed esperienza nel settore, o semplicemente per mancanza di tempo da dedicare all’attività. L’intermediazione mobiliare va differenziata dall’intermediazione finanziaria perché, a differenza di quest’ultima non si occupa di assistere i clienti in materia di finanziamenti.

Quindi l’intermediazione mobiliare è un servizio volto a finalizzare gli investimenti dei clienti che viene offerto da delle società specializzate chiamate SIM, che, come vedremo nella seconda parte dell’articolo, hanno l’esclusiva di operare nel settore dell’intermediazione mobiliare.

 

Chi si occupa di intermediazione mobiliare?

Una svolta riguardo la regolamentazione dell’attività immobiliare è avvenuta nel 1991, quando sono state create le società di intermediazione mobiliare, le cosiddette SIM. Nei primi anni 90 erano state introdotte diverse modifiche riguardo la situazione dei mercati finanziari in Italia e le società di intermediazione mobiliare sono state introdotte proprio per evitare possibili imbrogli o truffe compiute dai soggetti che lavoravano come intermediari prima della loro introduzione. Con questo cambiamento quindi si sono tutelati gli introiti degli investitori e si sono ottimizzati i livelli di efficacia dei mercati andando a introdurre delle società specifiche che hanno l’esclusiva di occuparsi dell’intermediazione mobiliare.

Cosa sono le società di intermediazione mobiliare (SIM)?

All’interno del Testo Unico sulla Finanza (TUF), testo che contiene il corpus di leggi che regolano il mercato finanziario in Italia, troviamo la definizione di SIM che può essere così semplificata: “Le società di intermediazione mobiliare sono società dotate di personalità giuridica con sede legale in Italia con l’autorizzazione a svolgere servizi e attività di investimento, differenti dalle banche e dagli intermediari finanziari”. In sostanza le SIM sono molto simili, se non identiche, alle società finanziarie con la differenza di non offrire un servizio di erogazione di finanziamenti. Per capire in sostanza di cosa si occupa l’intermediazione finanziaria dobbiamo fare riferimento all’elenco dei servizi di investimento che le SIM sono autorizzate a proporre ai propri clienti:

  • L’esecuzione, la ricezione o la trasmissione di ordini al posto del cliente.
  • Negoziazione mobiliare.
  • Consulenza sugli investimenti con il cliente.
  • Gestire un sistema multilaterale per la negoziazione.
  • Collocamento, con o senza impegno irrevocabile nei confronti di chi emette.
  • Assunzione a fermo senza impegno irrevocabile nei confronti di chi emette.

Vedi anche:

AVVOCATO DAVIDE CORNALBA

DAVIDE CORNALBA LODI

DAVIDE CORNALBA MILANO

DAVIDE CORNALBA AVV.

DAVIDE CORNALBA AVVOCATO

http://webnewsblog.altervista.org/assistenza-legale-dellavv-davide-cornalba/ 

https://medium.com/@avvocatodavidecornalba/assistenza-legale-dellavv-davide-cornalba-1f6b14e7196

https://medium.com/@avvocatodavidecornalba/risarcimento-danno-fisico-da-incidente-stradale-580da714545e

Ultime Notizie dal Blog di Mons Palombella

“Habemus Papam”, prima produzione musicale in cui è stata diffusa al pubblico la musica che ha accompagnato il Conclave che ha portato all’elezione di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, prodotto l’11 novembre 2013, ma edito nel 2014, è costituito da 2 CD, a loro volta, suddivisi in 2 diverse sezioni. Esso è stato realizzato grazie alla collaborazione tra l’allora Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina, Monsignor Massimo Palombella, e il marchio discografico tedesco Deutsche Grammophon. Come il primo CD della raccolta “Habemus Papam”, anche il secondo presenta due diverse sezioni. La prima offre la raccolta dei canti eseguiti dal Coro della Cappella Musicale Pontificia Sistina in occasione della “Messa con i Cardinali Elettori”, celebrata il 14 marzo 2013 dal nuovo Pontefice della Chiesa di Roma, Jorge Mario Bergoglio, appena proclamato Papa con il nome di Francesco. Il CD “Habemus Papam” è stato registrato usando le tracce audio recuperate dalle emittenti Ctv e Radio Radio Vaticana. Pertanto, insieme ai canti eseguiti dalla Cappella Musicale Pontificia Sistina, è possibile ascoltare anche tutti i rumori di sottofondo che hanno accompagnato le celebrazione di quei giorni. 

Habemus Papam, la struttura dell’Opera

 

Questo secondo CD si apre con la lunga traccia audio, in cui l’allora Protodiacono di Santa Romana Chiesa, Jean – Louis Tauran, annuncia l’elezione del nuovo Pontefice, pronunciando la formula in latino. Inoltre, questa prima traccia, che riprende il titolo dell’intero CD, appunto “Habemus Papam”, offre agli ascoltatori il primo discorso che Papa Francesco tenne la sera del 13 marzo 2011. Infatti, subito dopo la fumata bianca, il nuovo Pontefice si affacciò dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro, salutando i fedeli in festa con il suo semplice, ma commovente “Buonasera”. Al termine di questa lunga traccia audio completamente parlata, il secondo CD  che completa la produzione musicale “Habemus Papam”, realizzato grazie alla collaborazione tra Monsignor Massimo Palombella e il marchio discografico tedesco “Deutsche Grammophon”, prosegue con i canti con cui la Cappella Musicale Pontificia Sistina hanno animato la santa messa di Papa Francesco con i Cardinali Elettori il 14 marzo 2013. 

 

Tracce audio CD Monsignor Massimo Palombella

 

Le tracce audio presenti in questa prima sezione del secondo CD sono così strutturate: 

 

  1. “Tu Es Petrus”, accompagnato dalla musica di Lorenzo Perosi. Si tratta di un canto eseguito a cappella, secondo lo stile gregoriano. Il canto si apre con l’invocazione ripetuta del titolo “Tu Es Petrus”, per poi proseguire con il testo dell’inno, realizzato a più voci e sempre senza l’accompagnamento musicale. Il canto trova la sua ispirazione nelle parole di Gesù che, all’interno del Vangelo secondo Matteo, insignì Pietro del titolo di capo degli Apostoli e della Chiesa con le parole: “Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus eam”, che in italiano vuol dire: “tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa”; 

 

  1. “Statuit Ei Dominus Testamentum Pacis”, che ha accompagnato l’ingresso dei Cardinali Elettori nella Cappella Sistina per l’inizio della Celebrazione. Canto eseguito completamente a cappella e secondo il canone gregoriano, ha alternato le voci del coro in polifonia alla voce del solista; 

 

  1. “Kyrie (Ex Missa De Angelis)”: Il canto dell’atto penitenziale è stato eseguito con la prima invocazione cantata a cappella, mentre l’accompagnamento dell’organo ha sostenuto la risposta del coro alla prima invocazione; 

 

  1. “Laus Tibi Christe – Tu Es Petrus”, completamente eseguito a cappella, tranne per il ritornello eseguito con l’accompagnamento dell’organo. La melodia è stata curata dal Direttore del Coro della Cappella Sistina, Monsignor Massimo Palombella, secondo il modello del canto gospel; 

 

  1. “Exaltabo te, Domine”: Canto di offertorio, le musiche sono state realizzate da Giovanni Pierluigi da Palestrina. L’inno è stato eseguito dal coro a più voci, senza l’accompagnamento musicale, secondo il canone dello stile gregoriano; 

 

  1. “Sanctus (Ex Missa De Angelis)”: Dopo l’intonazione a cappella, anche le strofe sono state eseguite secondo la medesima modalità, mentre l’accompagnamento con la musica dell’organo è stata riservata unicamente al ritornello; 

 

  1. “Agnus Dei (Ex Missa De Angelis)”: anche questo canto è stato realizzato a cappella per l’invocazione “Agnus Dei qui tollis peccata mundi”, mentre l’accompagnamento dell’organo è stato riservato alle risposte; 

 

  1. “Caro Mea”: curato dalle musiche di Francisco Guerrero, il canto è stato eseguito a cappella, dal coro a più voci, secondo il canone gregoriano, accompagnando la preparazione al rito della distribuzione dell’Eucaristia; 

 

  1. “O Sacrum Convivium”: curato nella melodia da Luigi Molfino, il canto è stato realizzato sena l’accompagnamento dell’organo, secondo il canone gregoriano e a più voci; 
  2. Ave, Verum Corpus: dopo l’intonazione a cappella, il canto prosegue alternando, in stile gregoriano, strofe accompagnate dall’organo a strofe cantate senza la musica. 

 

Tracce audio seconda sezione CD Habemus Papam

 

La seconda sezione del CD “Habemus Papam”, invece, offre all’ascoltatore i canti eseguiti dalla Cappella Musicale Pontificia Sistina e che hanno accompagnato la “Messa per l’inizio del Ministero Petrino”. La celebrazione fu presieduta da Papa Francesco, da poco eletto Pontefice, il 19 marzo 2013. Le tracce audio di questa seconda parte del CD sono così suddivise: 

 

  1. “Fanfara sul Tema del <<Tu Es Petrus>>”, sulla musica di Monsignor Massimo Palombella, che ha introdotto brevemente l’inizio solenne della celebrazione; 

 

  1. “Tu Es Petrus”, con melodia curata da Giovanni Pierluigi da Palestrina: completamente realizzato a cappella e seguendo lo stile del canto gregoriano, l’inno è stato eseguito da un mix di voci maschili e femminili in polifonia; 

 

  1. Laudes Regiae, in italiano “Lodi Regie”, rappresentano un lungo inno e sono conosciute anche come “Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat”! (Cristo vince! Cristo Regna! Cristo domina!), poiché sono le sei parole del canto. Viene realizzato secondo il canto gregoriano, con un cantore che esegue l’intonazione a cappella, mentre il coro risponde, accompagnato dall’organo. Infine, l’inno si chiude con una lunga esibizione di sola musica, senza accompagnamento di voci; 

 

  1. “Gloria (Ex Missa de Angelis)”: Dopo l’intonazione del cantore, il Gloria prende il via, alternando tratti eseguiti a cappella a tratti accompagnati dall’organo, seguendo lo stile gregoriano del coro a più voci, con la melodia curata da Monsignor Massimo Palombella. Il finale del Gloria è davvero sorprendente, poiché si conclude Amen, eseguito a più voci, che termina in un’esplosione portentosa di voci, in grado di restituire la solennità del momento; 

 

  1. “Laus Tibi Christe – Beati qui habitant”: Ancora la melodia di Monsignor Massimo Palombella, il canto presenta un inizio solenne e drammatico, per poi proseguire con un’alternanza di voci, che eseguono il canto a cappella nelle strofe, prima di ritrovare l’accompagnamento musicale dell’organo per il ritornello; 

 

  1. “Tu Es pastor Ovium”: il canto presenta la melodia curata da Giovanni Pierluigi da Palestrina. Completamente eseguito a cappella da un coro polifonico, alternando voci maschili a voci femminili, il canto ha accompagnato il momento dell’offertorio; 

 

  1. “Doxology – Dossologia”: essa rappresenta la parte finale della preghiera eucaristica. Dopo l’intonazione da parte dei cardinali presenti sull’altare “Per ipsum, et cum ipso, et in ipso, est tibi Deo Patri omnipotenti, in unitate Spiritus Sancti, omnis honor et gloria, per omnia saecula et saeculorum” e cantata a cappella, il coro della Cappella Sistina ha intonato un triplice “Amen” in polifonia, attraverso un climax crescente di voci, accompagnato dal suono dell’organo; 

 

  1. “Ioseph, fili David”, è il canto che ha accompagnato la distribuzione dell’Eucaristia, sulla melodia curata da Monsignor Massimo Palombella. Realizzato in stile gregoriano, il coro ha eseguito il pezzo in polifonia, alterando il ritornello cantato con l’accompagnamento dell’organo e le strofe completamente a cappella; 

 

  1. “Fugue In C Major – Fuga in Do Maggiore”, ripreso dalle musiche di Johann Sebastian Bach. Dallo stile solenne ed incalzante, la melodia del compositore tedesco ha accompagnato il saluto di Papa Francesco alla folla, decretando la fine della celebrazione della Messa per l’inizio del Ministero Petrino. 

 

Qui Mirko Ravicini di Abruzzo Servizi su 2 spunti dal blog

Piante bonsai: come si curano? Se state cercando informazioni sulle piante bonsai e sulla loro cura questo articolo fa proprio al caso vostro. Infatti, leggendo questo articolo conoscerete come intraprendere i primi passi per la cura di questi veri e propri alberi in miniatura. Raccomanda Mirko Ravicini, imprenditore di Pescara a capo di Abruzzo Servizi e Punto Garden, di leggere gli approfondimenti che seguono.

Nonostante le dimensioni ridotte queste piante hanno bisogno di molta attenzione per essere coltivate. Basta una minima distrazione o commettere un piccolo errore per dover ricominciare tutto dall’inizio con un nuovo bonsai. In questo articolo andremo a scoprire alcuni degli aspetti chiave per una corretta coltivazione di un bonsai:

  • Illuminazione del bonsai
  • Come annaffiare correttamente un bonsai
  • Potatura del bonsai
  • Quando rinvasare un bonsai

Illuminazione del bonsai.

Ogni bonsai ha bisogno di una buona fonte di luce per sopravvivere, qualunque sia il tipo di bonsai che avete scelto di coltivare. Infatti, la mancata possibilità di effettuare la fotosintesi in maniera costante è fonte di danno per la pianta che andrà inevitabilmente a seccarsi in maniera irreversibile. Quindi, sia per un bonsai da interno che da esterno, è molto importante collocare l’albero in miniatura in una zona ben illuminata ma che non sia esposta direttamente alla luce solare, altro fattore che potrebbe danneggiarla.

Come annaffiare correttamente un bonsai.

Il bonsai non richiede una grande quantità d’acqua e solitamente va innaffiato circa una volta ogni tre giorni. Fate ben attenzione a non esagerare con l’acqua, perché un eccesso di umidità potrebbe danneggiarla facendola marcire. Un utile trucco per capire se il vostro bonsai ha bisogno di essere innaffiato è quello di ispezionarne la terra andando a tastarla con le dita e, se noterete la secchezza del terreno, andate a innaffiarlo con una piccola quantità d’acqua. Durante l’estate è anche consigliabile umidire le foglie insieme alla periodica innaffiatura.

Potatura del bonsai.

La corretta potatura del bonsai consiste nel capire bene l’equilibrio della pianta, andando a potare le parti che secondo voi vanno a creare una disarmonia nella forma del vostro bonsai. In sostanza bisogna sempre assicurarsi che venga rispettata l’armonia fra tutte le parti del vostro albero in miniatura e anche con lo spazio dove è collocato.

Quando rinvasare un bonsai

Nonostante le radici di questa pianta non abbiano una crescita molto rapida, cambiare il vaso dove viene coltivato è comunque un aspetto importante della sua cura. Genericamente un bonsai ha bisogno di essere rinvasato circa una volta ogni tre anni, durata che può variare a seconda della specie del bonsai per assicurare un corretto sviluppo della sua coltivazione.

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Continua a leggere sul blog di Mirko Ravicini: Stella di Natale significato, tradizione

Nel tempo di Natale è tradizione portare in dono ad amici, parenti e conoscenti una pianta – simbolo del periodo: la stella di Natale. Seppur sia dono gradito e le persone ne regalano molte per festeggiare il Natale in arrivo, in pochi conoscono il reale significato della Stella di Natale”. In realtà, il suo nome scientifico è “Euphorbia Pulcherrima”; conosciuta con la denominazione di “Poinsettia”, la stella di Natale è una pianta da abbellimento, nata in Messico, zona in cui nasce e cresce in modo spontaneo. Proprio in Messico si sviluppa in modo naturale e selvatico, arrivando a toccare anche i 4 metri di altezza. Tuttavia, in Messico la Stella di Natale è conosciuta con altre denominazioni, quali “Flor de Nochebuena” (Nochebuena in spagnolo identifica la notte di Natale), “flor de Pascua” oppure “estrella federal y pastora”. 

L’origine della Stella di Natale è legata a due diverse tradizioni. La prima è ambientata proprio in un piccolo paese del Messico, la cui popolazione si ritrovava in Chiesa la notte di Natale per poter recare doni al Bambino Gesù. Racconta un’antica leggenda che in un piccolo paese del Messico tutti gli abitanti si riunivano in chiesa per trascorrere la notte di Natale portando dei regali a Gesù Bambino. Un fanciullo del posto di nome Pablo amava quella tradizione, ma era triste, perché non aveva mai regali da portare al Messia. Ogni anno vedeva che le altre persone del posto portavano doni bellissimi (frutta, giocattoli, vestiti…), mentre Pablo, a causa della sua povertà, non portava niente. E questo lo faceva sentire sempre più triste con il trascorrere degli anni. Ad un certo punto, decide di non farsi vedere la Notte di Gesù, così nessuno si sarebbe accorto che  non aveva doni da regalare al Piccolo Gesù nella notte della sua nascita. Infatti, si era posto in un angolo della Chiesa e cominciò a piangere. Immediatamente le sue lacrime cadute a terra si trasformarono in una pianta dai petali rossi. Pablo, allora, lesse un segno di Dio in questo fiore nato dalle sue lacrime, perché anche lui avesse un dono da recare al piccolo Gesù. Così, unì la pianta agli altri regali, ma tacendo dell’esperienza di cui era stato protagonista. In questo modo, la stella di Natale è entrata a far parte della tradizione e della festa, tanto da diventare oggetto di regalo molto ricercato. La seconda leggenda, invece, è legata alla possibile tossicità  della Stella di Natale; una tossicità che indurrebbe addirittura alla morte. Questa narrazione è datata nel lontano 1920, quando il botanico Joseph Francis Rock parlò di una pianta velenosa che si trovava alle Hawaii (la stella di Natale, appunto); un bambino aveva succhiato i suoi steli, provocandogli la morte. L’episodio fu, poi, smentito nel 1944, dal dottore Harry Loren Arnold, che riportò affermò che il bambino era morto per aver inghiottito una foglia. Nonostante anche la Food and Drugs Administration affermò nel 1970 che una foglia poteva togliere la vita ad un bambino, l’anno successivo una ricerca pubblicata sulla rivista Toxicon, smentì la faccenda. Infatti, la Stella di Natale rileva una piccola presenza di veleno, ma non è mortale. Gli effetti, infatti, compaiono solo se il soggetto nel assume grandi quantità, anche se essi sono leggeri e controllabili e, al massimo, provocano indigestione ed irritazione. Nonostante le storie legate alla Stella di Natale, essa resta uno dei simboli più antichi e ricercati nel corso del periodo natalizio

Dalla nostra rassegna stampa:

http://www.georientiamoci.it/il-blog-di-mirko-ravicini-lancia-la-sezione-su-piante-bonsai-380/

http://www.europa-in.it/mirko-ravicini-quale-licenza-agricola-per-lazienda-338/

http://www.vedior.it/tentano-di-saperne-di-piu-con-mirko-ravicini-sugli-addobbi-floreali-1474

http://www.mobilemonday.it/secondo-mirko-ravicini-queste-sono-le-migliori-piante-da-far-crescere-in-appartamento-578

https://www.essenet.it/abruzzo-servizi-di-mirko-ravicini-i-professionisti-del-giardino/

Giampaolo Lo Conte analizza i trends dei mercati immobiliari nelle aree EMEA

Abbiamo contattato l’imprenditore italiano Giampaolo Lo Conte per commentare insieme a voi le analisi delle previsioni dell’andamento del mercato immobiliare europeo offerte da CBRE Group.

CBRE Group, la più grande società al mondo di servizi immobiliari commerciali e di investimento, ha pubblicato un rapporto di previsione dell’andamento del mercato immobiliare europeo dal titolo “EMEA Real Estate Outlook 2021”. Il rapporto parte dall’analisi della contrazione del Prodotto interno lordo (-7.3% nel 2020 nell’area EMEA, -2.7% nel 2021) ed arriva alle sorprese che potrebbero derivare dalle ulteriori misure restrittive a causa del virus. I tassi di interesse, secondo gli analisti, non aumenteranno fino al 2023 e, quindi, i prossimi 2 anni potrebbero essere gli anni giusti per investire nell’immobiliare nel vecchio continente, questo anche grazie alla accomodante politica monetaria che garantirà il buono stato degli investimenti immobiliari. 

Abbiamo avuto il piacere di entrare in contatto con Giampaolo Lo Conte, trader ed imprenditore italiano, già conosciuto attraverso i suoi numerosi contributi pubblicati online presso blog e riviste di settore (al seguente link trovate un suo popolare intervento sui trends del mercato degli yachts, qui, invece, una interessante disamina sul mercato immobiliare negli USA durante il Covid). 

Giampaolo, grazie per esserti reso disponibile. Ti abbiamo condiviso il rapporto “EMEA Real Estate Outlook 2021” di CBRE Group per commentarlo insieme ai nostri lettori. Ho dato un’occhiata al rapporto di CBR – risponde Lo Conte – vi invito a prendere visione anche del lavoro di analisi pubblicato recentemente da PwC (PricewaterhouseCoopers), il prestigioso network internazionale operativo in 158 Paesi al quale di solito mi rivolgo per accedere ai servizi di consulenza strategica. Grazie ad esso ho riassunto i punti per l’azione immobiliare in Italia e nel vecchio continente.

Quali sono? “Flessibilità, revisione della relazione tra proprietario e conduttore, ristrutturazione e rigenerazione urbana, certezza amministrativa, apertura di nuovi canali di finanziamento, ricerca di nuove soluzioni per gli investimenti internazionali, sviluppo di infrastrutture di trasporto e digitali, accesso a nuove nicchie di mercato, trasformazione digitale, applicazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Un particolare occhio di riguardo – continua Giampaolo Lo Conte – andrebbe destinato agli ultimi due punti. Le tecnologie digitali abbracciano l’intero ciclo di investimento, dalla decisione alla costruzione passando per la manutenzione dell’immobile e la gestione degli inquilini, per questo motivo gli investitori chiederanno nuovi modelli tecnologici per la trasformazione delle attività di management e di investimento. Infine, il business immobiliare dovrà diventare maggiormente sostenibile e, da questo punto di vista, l’emergenza ci ha insegnato che le istituzioni possono intervenire a mitigare i rischi e a sostenere l’impatto sociale degli investimenti.

Abbiamo letto che uno dei settori più in crisi è quello riguardante la locazione di spazi ad usi uffici. Nei primi nove mesi del 2020, è scritto nello studio CBRE, c’è stato un calo del -40% degli affitti di questo genere. Nel grafico che segue si evince come la Gran Bretagna sia stato il Paese che ha mantenuto, più degli altri, il trend di domanda e offerta per le locazioni di questo genere:

Nel grafico che segue invece abbiamo una panoramica dei trend di crescita e decrescita del mercato degli affitti immobiliari ad uso uffici in Monaco, Barcellona, Francoforte, Madrid, Bruxelles, Milano, Mosca, Varsavia, Vienna, Stoccolma, Amsterdam, Londra, Dublino, Parigi:

Qual è il punto di vista di un investitore di prestigio come te su questi grafici? “Beh, è chiaro che l’attenzione cade sui segmenti resilienti alla pandemia. Ad esempio, gli spazi “multifamily” e quelli destinati ai data center nel 2021 potrebbero raggiungere volumi record. Sotto questo punto di vista, mi sento di poter promuovere gli investimenti nel segmento “build-and-buy”, che nei prossimi 2 anni avrà una crescente domanda di mercato da soddisfare. La strategia migliore è quella di comprare un immobile ed accompagnarlo ad una rapida crescita  attraverso successive acquisizioni.

Focalizziamoci sul mercato immobiliare italiano che, ricordiamo, da solo rappresenta il 20% del PIL del nostro Paese. “L’investimento immobiliare è la principale forma di investimento delle famiglie italiane – conclude Giampaolo Lo Conte – che quest’anno hanno avuto a che fare con una lunghissima durata delle misure restrittive e, si augurano, nei prossimi mesi dovrebbero  vedere un allentamento delle medesime. Ci sono tre tipi di investimenti immobiliari: residenziale, retail ed hospitality. Quest’ultimo, si prevede, è quello che in Italia si risolleverà più in fretta, soprattutto nella seconda parte 2021 quando il turismo locale ed internazionale comincerà a riprendere le proprie quote di mercato. Gli investitori, sia privati che istituzionali, mantengono alto l’interesse per il settore degli investimenti immobiliari ad uso hospitality. Interessante, però, è la crescente domanda di rinegoziazione dei contratti di locazione: a seguito della sospensione temporanea degli affitti, infatti, i prossimi sviluppi del mercato potrebbero essere al ribasso.

Ringraziamo Giampaolo Lo Conte e lo invitiamo a restare disponibile nei prossimi mesi per tornare sull’argomento alla luce del rallentamento delle misure restrittive in Italia e in Europa!

La straordinaria importanza della quercetina in campo oncologico

L’aumento dell’aspettativa di vita ed il progressivo invecchiamento della popolazione mondiale sta determinando un aumento dell’incidenza di tumori. Questo fattore sta portando inevitabilmente anche ad un aumento della prevalenza ed infatti è in crescita nel mondo il numero di pazienti affetti da una forma tumorale.

Ciò impone al mondo scientifico di fare sempre più ricerche per individuare le cause specifiche di alcune forme tumorali e per ampliare le nostre conoscenze farmacologiche. La ricerca scientifica si pone due obiettivi: individuare le cause per poter prevenire l’insorgenza di tumori e comprendere i meccanismi d’azione delle cellule tumorali per poter individuare una terapia efficace.

Cos’è la quercetina?

La ricerca scientifica si sta concentrando su diverse sostanze, con la speranza di poter individuare delle molecole naturali in grado di esercitare delle azioni benefiche contro le cellule tumorali ed in generale delle azioni benefiche per il nostro organismo.

Una delle molecole oggetto di ricerca negli ultimi anni è la quercetina, una molecola appartenente al gruppo dei flavonoidi e che sembrerebbe poter esercitare delle azioni benefiche interessanti nella lotta contro le forme tumorali.

Individuata per la prima volta da Albert Szent-Gyorgyi, la quercetina è una molecola che esercita delle azioni sinergiche con la vitamina C, potenziando le attività positive di queste stessa vitamina. Assumerla con la dieta alimentare non è difficile, dal momento che si trova in un’ampia selezione di alimenti, tra cui la frutta, le cipolle, i broccoli ed il cacao.

Quali sono le azioni benefiche della quercetina?

L’interesse nei confronti di questa sostanza nasce dalle possibili azioni benefiche della quercetina. Sono tanti gli studi condotti su questo flavonoide, anche se saranno necessarie ulteriori conferme scientifiche per poter avere la certezza che queste azioni positive riguardino tutti i pazienti o comunque gran parte di essi.

Secondo i risultati di alcuni studi, la quercetina sarebbe in grado di agire sulle cellule tumorali portandole a morire per apoptosi. Da qui deriva l’interesse crescente per questo flavonoide in campo oncologico, un ambito in cui siamo alla disperata ricerca di soluzioni efficaci per trattare i pazienti ed aumentare la loro aspettativa di vita.La quercetina possiede anche proprietà antinfiammatorie ed una funzione immunomodulante. Entrambe queste azioni sono importanti in ambito oncologico, infatti è stato dimostrato che molti tumori determinano un incremento della risposta infiammatoria ed alterano il fisiologico funzionamento delle difese immunitarie, in modo da evitare che le cellule di difesa dell’organismo riconoscano come estranee quelle tumorali e le attacchino.