Daniele Marinelli DT Socialize: Ecosystem, Big Data e Fintech sul blog

Daniele Marinelli è fondatore e CEO di DT Socialize Holding, che nasce inizialmente per raggruppare le aziende parte dell’ecosistema DTCircle. Daniele Marinelli è anche ideatore di DT Coin, il token di sistema da lui fortemente voluto per essere complementare alla moneta fiat e spendibile in un circuito di attività commerciali, fisicamente e online, nonchè per essere usato in programmi di fidelizzazione degli utenti . Daniele ha più volte ribadito a mezzo stampa che la missione fondamentale delle sue aziende e del suo impegno professionale è quella di creare una community globale di utenti la cui privacy risulta protetta grazie alle idee da lui sviluppate e trasformatesi in servizi e prodotti per la community stessa. “Sono partito dalla constatazione di come i dati personali rilasciati online venissero sfruttati spesso senza consapevolezza da parte dell’utente, a fini di marketing e profilazione. Ora molte più persone si rendono conto di quanto grandi aziende guadagnino sui dati ma la mia idea è da vari anni di creare un ecosistema per offrire un premio a coloro che decidono di rilasciare i propri dati per aggregarli in Big Data. Big Data tra l’altro “etici” ovvero che non permettono la diretta profilazione del singolo utente, con conseguente bombardamento di annunci pubblicitari più o meno mirati, ma si aggregano solo a fini statistici e di ricerche di mercato. Questo è ciò che oggi già facciamo, un’attività che crescerà sempre più al crescere delle persone nella community e al crescere dei servizi offerti ”, ha dichiarato Daniele Marinelli, che continua: “l’obiettivo di DT Socialize Holding è quello di offrire a tutta la community un’esperienza di acquisto differente, sia questa legata a servizi tech puri o a servizi fintech.” Ma c’è molto di più: l’obiettivo dichiarato è quello di accedere a una miriade di servizi con un solo id digitale che porti gli utenti anche nel metaverso visto come luogo per creare una user experience di eccellenza trovando nel contempo con estrema facilità tutto ciò di cui si ha bisogno: dallo shopping alla formazione universitaria, dalle biblioteche ai concerti, e aprendo a chi non può muoversi per questioni economiche o di disabilità l’opportunità di esperire il mondo nella sua interezza. Marinelli lavora infatti da due anni sul metaverso, ben prima dei recenti annunci su Meta che han portato il metaverso alla ribalta, e ha recentemente lanciato il suo Umetaworld con un evento online che ha coinvolto oltre 400.000 utenti e che ha aperto la strada all’IBCO attualmente in corso. 

Riteniamo importante sottolineare che il metaverso a cui lavora Daniele Marinelli non è quello del gaming ma una fedele replica del mondo reale e che apre la strada a un concetto di metaverso come evoluzione del web e come luogo in cui aprirsi a un mondo di nuove opportunità.

Recentemente, DT Socialize Holding ha pubblicato anche un comunicato stampa dal titolo “DTSCB presents Custody PRO Exchange” per annunciare l’acquisizione di MIO PAYMENTS inc. Con questa novità, DTSCB aggiunge, alla propria suite di servizi, il “Custody PRO Exchange”, attraverso il quale è possibile scambiare in tempo reale cryptomonete con valute “fiat” e viceversa. Si tratta di un servizio aggiuntivo per gli utenti di DTSCB che già avevano modo di usufruire delle exchange di crypto. Daniele Marinelli ha commentato la novità ribadendo la facilità d’uso, massima sicurezza e aderenza alla legislazione corrente dell’’exchange di Custody PRO.

Di seguito il testo integrale del comunicato:

DTSCB presents Custody PRO Exchange

Last week, DT Socialize Holding (CEO and founder Daniele Marinelli) confirmed the MIO PAYMENTS INC. acquisition. Thanks to this acquisition, the “Custody PRO Exchange”, the new service of DTSCB, FinTech company that offers a wide range of financial services, is now available. The Custody PRO Exchange enables the instant crypto to fiat / fiat to crypto exchanging in addition to the exchange of fiat currencies. Furthermore users can choose DTSCB to get dedicated Iban, dedicated cards, trust custody account, and crypto payments (for crypto spending with cards). “This new service is the best plus for all the customers who want to exchange cryptocurrencies easily and safely”, Daniele Marinelli said, highlighting how this new entry simply testifies the company goal to meet all the customers’ financial needs staying compliant with the current regulation. “Today we made an additional step toward satisfying our community’s needs”, he concludes.

By checking out the https://www.dtscb.com/ website you can open your account and get access to the Custody PRO Exchange.

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Stay tuned to hear more about the company’s news and advices on the financial market!

Continua a leggere – altri articoli del nostro blog. Le migliori aziende serie e certificate in Italia. Chi può diventare socio effettivo di Avedisco?

Diventare Candidati Soci, e successivamente Soci effettivi di Avedisco, rappresenta un passo importante. Un traguardo da raggiungere che consente di entrare in una realtà che da oltre 50 anni tutela le aziende impegnate nella vendita diretta a domicilio. Associarsi ad Avedisco “significa avvalersi di un marchio che è garanzia di correttezza e serietà”, spiegano dall’associazione. Per questo è possibile chiedere di diventare Candidato Socio. Possono farlo tutte imprese di vendita diretta a domicilio che esercitano attività in Italia da almeno sei mesi. Dopo le opportune verifiche e dopo aver approvato la richiesta, Avedisco porterà avanti un periodo di osservazione di almeno sei mesi, per verificare le pratiche commerciali dell’impresa, e la correttezza di tutte le operazioni. Una volta verificata la trasparenza e la legalità delle pratiche, e che non sussistano criticità, il Consiglio Direttivo delibera il passaggio a Socio Effettivo e, in questo modo, l’azienda potrà utilizzare il marchio “Impresa Associata AVEDISCO”. Esiste, inoltre, lo status di Soci Sostenitori, per le imprese che esercitano attività complementare e comunque connesse alla vendita diretta a domicilio.

Press release – Forbes – Daniele Marinelli Crypto Blog, DT Socialize, Metaverse:

https://www.ilsole24ore.com/art/dagli-nft-metaverso-viaggio-tendenze-tech-2022-e-oltre-AE1E9a4

https://www.forbes.com/sites/hannahmayer/2022/01/24/the-future-of-the-metaverse-what-2022-has-in-store-for-the-immersive-digital-world/

Criptovalute? Meglio una base solida, non andare contro il trend!

Nel momento in cui il costo di una criptovaluta comincia a calare è meglio non acquistarla fino a quando il suo valore non riprenderà quota, questo momento prende il nome di rimbalzo. Tantissimi investitori professionali hanno reso nota una notevole correlazione tra il prezzo delle varie criptovalute e i loro trend su Google ed in questo modo sono riusciti a ideare dei modelli predittivi che sfruttano i due indicatori. Ad esempio, Google Trends è uno strumento gratuito ed è utile, consente di conoscere, per una singola parola, il numero delle ricerche che sono state fatte sul motore di ricerca. L’unico problema? Questo: https://www.repubblica.it/economia/rapporti/energitalia/lascossa/2022/02/08/news/bitcoin_mail_data_center_il_mondo_virtuale_consuma_tanta_energia_reale-336936424/

In genere, nel momento in cui una persona ha intenzione di investire su un qualunque asset inizia con le ricerche dall’apposita tab di Google. Per merito di questo strumento sarà possibile capire quali siano le idee e tutti i progetti dei vari investitori e, dunque, capire verso quale direzione sta andando il prezzo di una determinata valuta. Per esempio, se volete vedere come sta andando il Bitcoin, allora digitate la parola stessa così da capire subito come sta andando il prezzo, così da determinare se vale la pena acquistare o vendere la valuta. Tante cripto hanno dei movimenti molto simili, se si utilizza questo strumento e ci si aiuta con degli indicatori di analisi tecnica, potrete prevedere anche voi quale sia il momento migliore per comprare/vendere.

Rassegna Stampa: Massimo Tortorella, Consulcesi, Elon Musk

Riceviamo e pubblichiamo gli ultimi comunicati stampa di gennaio e febbraio 2022 inviati in esclusiva alla nostra redazione. I protagonisti sono Massimo Tortorella, Presidente del colosso sanitario Consulcesi ed Elon Musk, commento proprio da Tortorella in merito alla sua vision dell’imprenditore digitale. Partendo da una affermazione definitiva che…continuate a leggere!

Elon Musk e l’affermazione definitiva dell’era digitale: la vision dell’imprenditore digitale Massimo Tortorella di Consulcesi

Il capitalismo digitale è grande ed Elon Musk è il suo profeta. Non a caso, l’estroso amministratore delegato di Tesla è stato incoronato persona dell’anno per la patinata rivista Time. Nel 2021 è emerso non soltanto come «la persona più ricca del mondo», ma anche come «l’esempio più ricco di un cambiamento enorme nella nostra società. Sono le riflessioni dal punto di vista imprenditoriale di Massimo Tortorella, Presidente del colosso sanitario Consulcesi che del digitale ha fatto il suo cavallo di battaglia, come racconta nel suo ultimo saggio Il Capitale Digitale. Da Jeff Bezos (Amazon) a Mark Zuckerberg (con la sua Facebook diventata Meta), l’anno ha dimostrato quando le nostre vite, in un momento di proteste sempre maggiori per le diseguaglianze sempre più profonde, siano plasmate dalle attività, dai prodotti e dalle priorità degli uomini più ricchi». 

È un fatto incontrovertibile quello sottolineato dal magazine di riferimento per l’Occidente. Musk, infatti, guida una pattuglia di audaci visionari che, scegliendo di andare «in direzione ostinata e contraria», come avrebbe detto De Andrè, ha investito di più e prima di chiunque altro in settori digitali ad alto rischio ma destinati a diventare la nuova normalità. Ad esempio, come ben sottolinea anche Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi nel suo Il Capitale Digitale, «ha investito 1,5 miliardi in Bitcoin, anticipando l’intenzione di accettarlo come mezzo di pagamento per le sue automobili elettriche. Complice la fama di miliardario eccentrico, non fu preso sul serio (sono arcinote le sue accelerate e passi indietro via Twitter su uno stesso argomento). Ma in questo modo aveva aperto la strada al futuro». 

Questa è solo una delle «folgorazioni vincenti di Musk, che in precedenza – prosegue Tortorella – aveva già rivoluzionato il mondo dei pagamenti online fondando PayPal (1999), l’ormai imprescindibile società di servizi di pagamento digitale e per il trasferimento di denaro tramite Internet». Ancora, ha sconvolto il mondo dell’aerospazio «con SpaceX, la società di viaggi spaziali che ha ridato slancio alla Nasa e alle avventure spaziali per i prossimi decenni, con l’obiettivo di creare le tecnologie per ridurre i costi dell’accesso allo spazio e permettere la colonizzazione della Luna prima e di Marte poi. Meno ambizioso, ma forse più utile, lo sforzo di Musk per l’energia solare: la sua SolarCity, poi acquisita da Tesla, è già oggi il primo fornitore per l’energia solare commerciale e residenziale in America». 

 

Suo anche il progetto tutto digitale denominato Starlink: attraverso la società SpaceX, produttore privato aerospaziale, sta sviluppando una costellazione di satelliti per l’accesso a un Internet satellitare globale in banda larga e a bassa latenza. Si tratta di «migliaia di satelliti miniaturizzati, collocati nell’orbita terrestre per lavorare in sintonia con una serie di ricetrasmettitori terrestri». Insomma, il mondo è sempre più connesso e digitalizzato. A riprova del fatto che dalla digitalizzazione e da strumenti quali la blockchain e le criptovalute, ormai non si prescinde. Per quanto volatili e ad alto rischio, infatti, gli investimenti in questo settore consentono margini molto alti e rappresentano ormai un punto di riferimento anche per i piccoli investitori. Anche quando offrono prospettive e guadagni decisamente inferiori a quelli del Bitcoin, però più stabili e sicuri. La congiuntura tra lo sdoganamento delle criptovalute da parte di Paypal e Facebook, insieme al dilagare di monete digitali alternative («altcoin») e alle stablecoin (gettoni associati al valore di una valuta fisica), ha già portato nel 2021 sempre più e-commerce ad accettare i nuovi sistemi di pagamento digitale. Da qui all’affermazione definitiva, grazie anche all’esempio dei grandi capitalisti del nostro tempo che ne sponsorizzano l’uso, il passo è veramente breve. Con il 2022 che potrebbe delinearsi quale spartiacque per l’affermazione definitiva dell’era digitale.

Covid, Tortorella (Consulcesi): “Operatori sanitari senza tutele tra pazienti no vax e turni infiniti”

Da quando è scoppiata la quarta ondata siamo stati sommersi da segnalazioni da parte di operatori sanitari: doppi turni non retribuiti, pressioni e minacce da parte dei no vax. È inaccettabile e per questo il nostro servizio di consulenza legale gratuita a disposizione di tutti coloro che necessitano di supporto“. A dirlo è Massimo Tortorella, presidente Consulcesi. Non c’è tregua per gli operatori sanitari che, oltre a dover gestire ancora carichi di lavoro disumani, si ritrovano a dover subire pressioni e minacce dal popolo no vax. 

Nel mirino i medici che lavorano negli ospedali, ma anche i medici di famiglia. “Di recente abbiamo fornito consulenza ad un medico di medicina generale – racconta Massimo Tortorellache lamentava il fatto di venir minacciato da un paziente che pretendeva il rilascio del certificato di esenzione da vaccino, senza che vi fossero i presupposti previsti dalla legge” 

Sappiamo di pazienti – continua Tortorella – che in terapia intensiva minacciano gli operatori sanitari, rifiutano le cure e poi cambiano idea. I medici si ritrovano a lavorare in un ambiente ostile e non di rado fanno fatica a interpretare la volontà dei pazienti“. Se a questo ci aggiungiamo turni impossibili, ferie saltate e ore in più di lavoro non retribuite, è facile immaginare l’attuale stato d’animo degli operatori sanitari. “A pagarne le conseguenze – sottolinea Tortorella – sono anche i cittadini, che hanno diritto di ricevere cure in un ambiente sereno“. 

In realtà, quello dei turni massacranti è un problema annoso. Già più di dieci anni fa l’Unione Europea ha bacchettato l’Italia per il mancato rispetto della direttiva 2003/88/CE che promuove il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori e che stabilisce un orario settimanale massimo di 48 ore, compreso lo straordinario, e un periodo di riposo giornaliero di 11 ore consecutive. Pur recependo tale direttiva, dal 2008 al 2015 l’Italia ne ha vanificato gli effetti attraverso due diverse normative del 2008 che avevano efficacia solo per gli operatori sanitari. Il 25 novembre 2015 l’Italia si è infatti adeguata, ma solo formalmente, perché nei fatti le violazioni persistono. Sono già tanti i medici e i sanitari che si sono rivolti al network legale di Consulcesi che ha messo a disposizione un servizio di consulenza gratuita per avere informazioni sulla possibilità di tutelarsi, contattando l’800.122.777 oppure direttamente attraverso il sito www.consulcesi.it.

I corsi di Skill Hackers, brand della formazione specialistica di YellowKnife & Partners

Skill Hackers (https://learn.skillhackers.it/) è il brand della formazione dedicata alle hard skills della società di consulenza strategica internazionale YellowKnife & Partners. In particolare, ha l’obiettivo di colmare lo “skill gap” rendendo l’apprendimento delle competenze tecniche accessibile a tutti ed estremamente pratico. Per trovare lavoro, infatti, la laurea non basta più.  Contano anche, e soprattutto, le conoscenze e le abilità. Non a caso molte aziende importanti attive nel settore digitale, in primis Google, considerano i corsi specifici ottenibili nell’arco di pochi mesi al pari di alcuni diplomi di laurea.

Skill Hackers: i corsi per entrare nel mondo del lavoro

Skill Hackers offre diverse Masterclass sul mondo dell’analisi dati, che spaziano da Excel a Power BI, fino al linguaggio SQL. 

I corsi di formazione trattano quindi, numerosi argomenti, quali:

● Microsoft Excel

● Microsoft Power BI

● Microsoft Power Platforms

● Robotic process automation (UI Path)

● Visual Basic for Application (VBA)

● No-code tools

● Personal Branding su LinkedIn

● Public Speaking

Excellent in Excel: il corso è breve e molto intenso, si focalizza sulla struttura dei fogli di lavoro e il database mindset.

Excel base per il turismo – EBTL: il corso è organizzato in collaborazione con EBTL (Ente Bilaterale del Turismo Laziale), un ente che rappresenta le PMI nel campo del turismo della regione Lazio. La Masterclass è da 12 ore e si concentra sulle funzioni di base con esempi di esercizi concreti del day-to-day delle aziende turistiche.

Power BI – Epicode: le masterclass (due) sono organizzate in collaborazione con Epicode, un’azienda che si occupa di formazione specializzata in corsi di Web Development. I corsi, entrambi da 120 ore, sono volti a preparare gli studenti per la certificazione Microsoft Power BI DA-100. Uno dei due corsi inoltre, è stato pensato per gli studenti senza alcuna competenza tecnica, a differenza dell’altro destinato invece, a full stack Developers già formati.

Excel VBA – MBS Consulting: il corso è organizzato in collaborazione con MBS, una società di Management Consulting.

Il corso è da 12 ore e si pone l’obiettivo di insegnare il linguaggio di programmazione VBA al fine di risolvere solo i problemi specifici di MBS.

Skill Hackers: il team

La squadra di Skill Hackers è formata da specialisti in vari settori, come Giorgio Basaglia, Alex Lanaro e Beatrice Mula.

Giorgio Basaglia è Senior Partner di Yellowknife & Partners (https://www.ykpartners.com/) , società di consulenza internazionale di strategie,  management e operations con 34 anni di esperienza, oltre 2500 progetti sviluppati in 106 Paesi del mondo. Alex Lanaro, Founder e Chief Coach di Skill Hackers è uno dei responsabili di questo progetto di formazione nato con l’obiettivo di rendere accessibili a tutti le cosiddette “Hard Skills”, la cassetta degli attrezzi delle competenze tangibili. Beatrice Mula è Junior digital marketing specialist, nonché Head of Operations di Skill Hackers, la piattaforma di corsi online pratici per imparare le hard skills utili per il futuro. Di recente Giorgio Basaglia e Alex Lanaro hanno condotto il workshop dal titolo “Hacking Project Management: theory and tools” presso JEIOM 2021, incontro nazionale delle Junior Enterprises a Verona.

Link utili:

https://www.linkedin.com/company/skill-hackers/

https://www.facebook.com/Yellowknifepartners/

Cos’è la carta di soggiorno per stranieri

L’Avvocato Pitorri, a detta di molti avvocati, il miglior  avvocato a Roma esperto di immigrazione, ci dirà attraverso questo articolo come gestire al meglio la carte di soggiorno per gli stranieri e i documenti per gli stranieri.

Nonostante siano usati spesso come sinonimi erroneamente, vi sono sostanziali differenze tra il permesso di soggiorno di lungo periodo e la carta di soggiorno: il primo, infatti, consiste nel permesso che viene rilasciato allo straniero che è in possesso da almeno cinque anni di un permesso di soggiorno valido, che dimostra la disponibilità di un reddito minimo e di un alloggio idoneo; la carta di soggiorno, invece, ha assunto un significato diverso dal 1° aprile 2007, quando è entrato in vigore anche il permesso di soggiorno di lungo periodo prima citato: a partire da questa data, con la carta di soggiorno si va a definire il titolo di soggiorno conferito agli stranieri familiari di cittadini comunitari e italiani residenti sul territorio italiano e che possiedono i requisiti determinati dal Decreto Legislativo n.30 art.10 del 6 febbraio 2007: vediamo insieme quali sono. 

Requisiti per la richiesta della carta di soggiorno per stranieri

La Carta di soggiorno, dice l’Avvocato Iacopo Pitorri di Roma, per stranieri può essere richiesta (secondo l’art. 9 del Decreto Legislativo n.286/98 e succ. mod. artt. 16 e 17 del D.P.R. n. 394/99 e succ. mod.) dagli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia da almeno 6 anni e titolari di un permesso di soggiorno che consente un numero illimitato di rinnovi, ovvero quelli per motivi di famiglia, di lavoro subordinato a tempo indeterminato, di lavoro autonomo, di asilo politico, di residenza elettiva, motivi religiosi e status di apolidia). Si tratta di un documento di durata indeterminata e che, per i primi 5 anni dal suo rilascio, costituisce anche un documento di identificazione personale; al termine dei primi 5 anni, il rinnovo può essere richiesto dall’interessato, corredato da nuove fotografie.

Dichiarazione del reddito minimo e motivi di esclusione dal rilascio

Oltre ai requisiti di cui sopra, è necessaria la dichiarazione di un reddito minimo per i singoli stranieri privi di familiari a carico in Italia, il cui importo annuo minimo deve essere pari all’assegno sociale; altrimenti, nel caso in cui la carta di Soggiorno venga richiesta anche dal coniuge e i figli minori conviventi dello straniero, deve essere dimostrato un reddito minimo che sia sufficiente per il sostentamento proprio e dei familiari (secondo le tabelle riportati sul portale dell’immigrazione). La carta di soggiorno, infine, non viene rilasciata a chi non rispetta i requisiti di cui sopra o a chi è soggetto a giudizio per uno dei delitti elencati agli artt. 380 e 381 c.p.p., per gli stessi motivi, essa può essere revocata.

Ecco come capire se l’SMS ricevuto è una truffa

Bisogna sempre fare attenzione a cosa si clicca, quando si riceve della posta con dei contenuti dubbi o strani. Questa precauzione però è stata con il tempo dimenticata, soprattutto se pensiamo che il mondo ormai s’è spostato dai computer ai cellulari per trattare la maggior parte delle comunicazioni. Per questo perciò, molti imbrogli al giorno d’oggi fanno parte più dell’immensità tecnologica degli Smartphone, sfruttando parecchie delle debolezze che sono presenti nei sistemi operativi dei cellulari. Le truffe arrivano spesso per SMS: vediamo cosa è possibile fare per evitare di finire nei guai.

  • Controllate il numero dal quale arriva il messaggio

Il numero dal quale si può ricevere un SMS può essere sia registrato sotto un nome preciso, o un normale numero con tanto di prefisso. Spesso dipende da una serie di fattori, ma se è possibile, è sempre una buona idea cercare sulla rete il numero. Se questo risulta segnalato come truffa, basta bloccarlo.

Questo significa anche che se ricevete un messaggio da “Amazon” può perfettamente darsi che non si tratterà affatto di quel business.

  • Controllate se il messaggio è composto in maniera leggibile

Ecco qualcos’altro al quale prestare attenzione: come è scritto tutto il testo. Se ad esempio il messaggio è scritto come “Ciao, Edoardo! Hai vinto una carta regalo per un Apple gratis! Ottieni ora” si noterà immediatamente che c’è qualche strafalcione preciso. Un messaggio del genere deve essere più che sospetto in questo caso.

  • Assicuratevi che l’indirizzo sia veramente quello reale

Nel messaggio sarà sempre incluso qualche indirizzo che vi porterà ad un sito che può sia infettare il vostro cellulare, che semplicemente chiedere alcune informazioni che verranno usate per rubare denaro dal vostro conto in banca (o comunque dalla carta di credito). Non fidatevi mai d’indirizzi “ridotti” (come bit.ly o simili) e leggete bene l’indirizzo. In certi casi questo sarà nascosto, anche se non è impossibile da estrarre (basta copiare il link ed incollarlo in un documento esterno). In molti casi comunque, si tratterà d’indirizzi che sembrano molto vicini a quello reale (Ad esempio, “Amaz0n”) e bisognerà perciò prestare molta attenzione.

  • Chiedetevi se avete mai partecipato a qualcosa, se avete un prodotto di questo genere, ect

Se avete ricevuto un SMS che dice che il vostro conto in banca è stato bloccato, dovete chiedervi se il messaggio ricevuto riguarda un conto che avete davvero. Ad esempio voi avete un conto in banca A, ma il messaggio è da parte della banca Y. Se il messaggio non è rilevante per voi, allora non ha molto senso tentare di ottenere un premio per un servizio che non conoscete o sbloccare un conto che non è nemmeno in vostro possesso.

  • E per togliere ogni dubbio: chiamate l’azienda reale

Alla fine dei conti è una leggera scocciatura, ma per togliere ogni dubbio basta solamente mandare un messaggio o chiamare la compagnia che viene presentata in quel messaggio. Alla conferma che non ne sanno nulla, basta bloccare il numero (e potenzialmente, segnalarlo sui siti competenti).

In giro per l’Europa col blog di Salvatore Puglisi Cosentino

Cos’è un impianto di acquacoltura? Ce ne parlano i ragazzi del team del blog di Salvatore Puglisi Cosentino, già attivi su Alfio Puglisi Cosentino e grandi appassionati di prodotti ittici oltre che, ricorderete, di viaggi in giro per l’Europa! Oggi la richiesta di prodotti ittici non può essere soddisfatta solo con il pescato, altrimenti la fauna marina sarebbe drasticamente impoverita. Oltre il 50% del pesce consumato, infatti, proviene da impianti di acquacolturaCon il termine di acquacoltura s’intende l’allevamento di organismi acquatici: pesce, molluschi, crostacei e alghe. La richiesta sempre maggiore di prodotti ittici ha dato un grande impulso a quest’attività, che si è sviluppata soprattutto nel corso degli anni Ottanta e Novanta, sebbene l’acquacoltura fosse già praticata dalle antiche civiltà mediterranee (Egizi, Fenici, Greci, Romani). 

COLLEGAMENTI RAPIDI:

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

Tipologie di acquacoltura

In base al tipo di specie allevata, si può parlare di:

Piscicoltura (allevamento di pesci)

Molluschicoltura (allevamento di molluschi, soprattutto cozze, ostriche e vongole)

Crostaceicoltura (allevamento di crostacei)

Alghicoltura (coltivazione di alghe e microalghe)

Inoltre, in base all’entità del contributo umano nella coltivazione, si può parlare di allevamento estensivo, semintensivo e intensivo. Nell’allevamento estensivo l’intervento dell’uomo è praticamente nullo ai fini dell’accrescimento delle specie allevate, che si nutrono autonomamente. L’area di allevamento è molto ampia ed è collocata a ridosso delle aree costiere o nelle zone lagunari quando le specie allevate sono di acqua marina o salmastra, oppure nei laghi o nei pressi delle dighe quando si coltivano specie d’acqua dolce. La resa di questo metodo di allevamento è bassa, ma dal punto di vista ambientale assicura la conservazione sia delle specie che degli ambienti che li popolano.

Nell’allevamento semintensivo la disponibilità in natura di alimento è integrata con la somministrazione di mangime. In questo caso Lo spazio destinato all’allevamento è più ridotto. Nell’allevamento intensivo l’intervento da parte dell’uomo è presente durante tutto il ciclo produttivo, dalla riproduzione all’allevamento larvale, fino all’ingrasso attraverso l’uso di impianti di ossigenazione e depurazione. Le superfici destinate a questa tipologia di allevamento sono molto ridotte e si tratta per lo più di vasche in vetroresina o cemento per l’allevamento a terra o gabbie sommerse o galleggianti per l’allevamento in mare.

https://salvatorepuglisicosentino.com/salvatore-puglisi-cosentino-prodotti-ittici/

https://puglisicosentino.altervista.org/salvatore-puglisi-cosentino-contemporary/

https://puglisicosentino.altervista.org/salvatore-puglisi-cosentino-acqua-azzurra/

https://puglisicosentino.altervista.org/prodotti-tipici-agricoltura-siciliana/

https://puglisicosentino.altervista.org/salvatore-puglisi-cosentino-wikipedia/

https://sites.google.com/view/salvatorepuglisicosentino/biografia-su-wikipedia

https://sites.google.com/view/salvatorepuglisicosentino/propriet%C3%A0-nutritive-latte

https://sites.google.com/view/salvatorepuglisicosentino/acqua-azzurra-impianti

https://salvatorepuglisicosentinoimprenditore.wordpress.com/cosa-e-impianto-acquacoltura/

Le località d’arte da visitare in Sicilia

La Sicilia non è solo terra di mare, divertimento e buona cucina. Infatti, la Sicilia è anche meta di turismo culturale, grazie alle prestigiose bellezze artistiche di cui è caratterizza e che sono rintracciabili nelle città più famose e affascinanti. Agrigento  con la sua Valle dei Templi è sicuramente da scegliere, qualora si scelga di visitare una località d’arte siciliana. Accanto alla Valle dei Templi, Agrigento offre anche la visita presso importanti edifici, come l’abbazia di Santo Spirito del XIII secolo, con un ex monastero nelle vicinanze, riconosciuto come uno dei più belli della Sicilia. Inoltre, l’ex monastero offre il chiostro con portali gotici, la Sala Capitolare con un affascinante portale e l’antico refettorio, caratterizzato da arcate gotiche. Ancora ad Agrigento è possibile visitare il Duomo dell’XI secolo, dalla facciata semplice e da un antico campanile trecentesco.

Anche il “Museo Diocesano” che ospita il famoso sarcofago di Fedra merita una visita, insieme al Museo Archeologico che conserva sculture, vasi, sarcofagi, raccolti presso gli scavi archeologici della valle dei Templi e altri siti archeologici dell’agrigentino. Spostandosi verso la zona etnea, il turista troverà in Catania un’altra importante località d’arte da visitare in Sicilia. Il cuore dell’arte catanese è sicuramente la piazza del Duomo, circondata da palazzi barocchi e arricchita dalla Fontana dell’Elefante. Si tratta, infatti, di un monumento importante, il simbolo della città, che rappresenta un elefante di lava che sorregge un obelisco egiziano. La piazza, poi, si completa con il Palazzo del Municipio e il Palazzo dell’ex seminario dei Chierici, senza dimenticare il Duomo, Palazzo Biscari, di stile barocco ed il Monastero Benedettino di S. Nicolò l’Arena. Infine, gli appassionati di arte potranno ammirare il Castello Ursino, all’interno del quale visitare il Museo Civico.

https://sites.google.com/view/puglisi-cosentino-catania-roma/musei-pi%C3%B9-popolari-in-sicilia

https://sites.google.com/view/puglisi-cosentino-catania-roma/cosa-visitare-a-catania

https://sites.google.com/view/puglisi-cosentino-catania-roma/arte-e-letteratura-siciliana

https://verdemagazine.it/280/rassegna-stampa-arte-salvatore-puglisi-cosentino/

Città di mare e divertimento, ma non solo. Anche Taormina sa stupire il visitatore che va alla ricerca dell’arte e della cultura.  Il cuore pulsante dell’arte di Taormina è il Teatro Greco, il monumento più famoso di Taormina, grazie alla sua vista su Naxos. Inoltre, passeggiando su Corso Umberto I il turista si trova davanti a particolari strade in stile medioevale, dove ammirare il Belvedere, la piccola Chiesa di S. Agostino, la Chiesa di S. Giuseppe, la Torre dell’Orologio, la Porta di Mezzo e la Piazza del Duomo con la Basilica Cattedrale di S. Nicolò. Spostandosi verso il capoluogo, anche Palermo è considerata una località d’arte da visitare in Sicilia. Palermo è un crogiolo di culture, poiché si mescolano quella fenicia, bizantina, arabo-normanna e spagnola. Inoltre, il capoluogo siciliano è anche e soprattutto la Cattedrale, che mescola un insieme di stili.

https://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/08/03/news/inchiesta_in_sicilia-93023151/

Parliamo di….casinò europei più popolari!

Adesso basta parlare di Salvatore Puglisi Cosentino e, come promesso, diamo un’occhiata al casinò, conosciuto anche come casa da gioco, un luogo dedicato al gioco d’azzardo legale. I giochi più diffusi all’interno di un casinò sono: la “Roulette Francese”, “Trente et Quarante”, “Chemin de Fer”, “Boule” e “Baccarat”. Nel corso degli Anni ‘80, invece, sono stati introdotti nei casinò anche i giochi di origine americana, quali la “Roulette Americana”, “Poker” e “Slot machine”. La liberalizzazione delle licenze ed il fenomeno della globalizzazione hanno permesso anche ai paesi extra europei di poter aprire casinò e godere dei divertimenti tipicamente occidentali. Tuttavia, alcuni casinò più di altri spiccano per il loro prestigio, fama e notorietà, guadagnando la palma dei casinò europei più popolari. Al primo posto di questa particolare classifica c’è di certo il casinò di Montecarlo. Antico, lussuoso, bello ed originale, è ricco di marmi, colonne, vetrate decorate e terrazze. All’interno del casinò di Montecarlo si tengono giochi di carattere europeo e francese. All’interno del salone bianco, i giocatori fruiscono dei tavoli con le conduzioni migliori, presso cui sostano personaggi di spicco e giochi quali: trente quarante, chemin de fer, roulette inglese e europea. All’interno di questo casinò, precisamente nel Salone delle Americhe, si trovano anche slot machine, poker, blackjack e dadi. Subito dopo, tra i casinò europei più popolari vi è quello di Venezia occupa il secondo posto della classifica dei migliori casinò europei. Dotato di una struttura che richiama la tradizione statunitense, il casinò di Venezia ospita un ristorante e un albergo. La sua superficie si estende per 5.500 metri quadrati, dove si trovano slot machine, tavoli per la roulette, il poker, il blackjack, dadi, baccarat. L’ambiente è moderno, ma lussuoso. Anche Saint Moritz, che dà anche il nome ad una delle località più frequentate della Svizzera, ospita uno dei casinò europei più popolari. Situato all’interno del Kempinski Grand Hotel des Bains, non è un casinò di grandi dimensioni, seppur vi si trovino molte slot machine e sale con tavoli da gioco, accompagnati da croupier specializzati. Il casinò è, poi, circondato da piste da sci, una spa davvero ed esclusivi ristoranti. Anche in Croazia è possibile trovare molti casinò, seppur il più popolare in Europa sia il Golden Sun, situato all’interno di un lussuoso albergo di Zagabria, ricco di ristoranti e negozi di grido. Il poker è il gioco più praticato, insieme ai tornei (Caribbean, Texas Hold’em, Omaha), alla roulette (francese, europea e americana), al blackjack, alle slot machine e al baccarat. Dalla Croazia alla Spagna, il salto è breve. Infatti, proprio a Barcellona si trova uno dei casinò europei più popolari, dotato di spazi immensi, slot machine e tavoli da gioco classici per le scommesse in tempo reale. Inoltre, in questo casinò spagnolo è possibile trovare le roulette di ogni tipo, il baccarat, lo chemin de fer, il dadi, il blackjack ed il poker, con tornei, sia per principianti che per i più esperti. Tornando in Francia, un altro dei casinò europei più popolari si trova ad Aix en Provence, ricco di giochi e comfort, a cui si accoglie un servizio di accoglienza di massima qualità, un’accurata ristorazione e un paesaggio meraviglioso. Il Pasino Casinò, così denominato, ha una struttura moderna, che si apre con una piramide d’ingresso, ricco di luci. Oltre alla roulette francese, questo casinò ospita i tavoli delle carte per poker, blackjack, baccarat, Red Dog e Chemin de Fer, insieme ad un centinaio di slot machine. l’isola del divertimento e della trasgressione certo non poteva non avere il suo casino! Anche all’interno del Grand Hotel Ibiza, un resort a 5 stelle, c’è uno dei casinò più popolari in Europa. Esso propone un ambiente di gioco riservato, esclusivo e raffinato. Seppur non abbia dimensioni molto vaste, 3.500 metri quadrati, offre una varietà di giochi, anche se i più amati sono il blackjack, la slot machine, la roulette ed il poker. Anche Malta ospita uno dei casinò più popolari d’Europa. Più precisamente, esso si trova a Dragonara, località sul mare, che ospite 300 slot machine, tornei internazionali di poker, tavoli per la roulette di ogni tipo, il blackjack, lo chemin de fer molto altro. Chiudono, infine, la classifica dei casinò europei più popolari il Casinò Ambassador e il Casinò di Cipro. Il primo è situato a Praga, in Repubblica Ceca, caratterizzato da Sale con le pareti in legno, tappeti preziosi e croupier abili nel guidare i giocatori tra i più noti giochi possibili. Il Casinò ospita molte slot machine, molti ristoranti e una sala sushi molto conosciuta e frequentata. Infine, c’è il Casinò di Cipro, con 1.200 slot machine, 200 tavoli da gioco, hotel di lusso con 500 camere, in grado di ospitare più di 1.500 persone.

Gianluca Crecco sullo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale

Il mercato manifatturiero sia continuo sia discreto è un settore che ad oggi non ha ancora beneficiato di soluzioni innovative a supporto dei processi di progettazione dei prodotti ed affine agli strumenti (tools e soluzioni enterprise) utilizzati per la gestione dei dati di sviluppo progetto/prodotto. Tali soluzioni, a supporto del NPD – new product development – ormai consolidate e con un mercato di riferimento e di vendors affermati, sono assimilabili alla definizione di cPDm collaborative Product Definition management: sistemi di PLM – product lifecycle management; PDM – product data management; Tools di sviluppo – sistemi CAD 2d/3d, CAE – FEA, CFD, MBD. Il segmento dei tools è cresciuto circa il 7,9% nel 2019. La previsione fornita da CIMDATA prevede un CAGR del 6,5% e raggiungere $ 45,5 miliardi nel 2024. Per capirne di più abbiamo contattato il team di Gianluca Crecco, molto attivo sul blog dedicato al mondo fintech, delle startup innovative e delle intelligenze artificiali.

Nel 2019, scrive Gianluca Crecco, il mercato del PLM è cresciuto complessivamente a 51,5 miliardi di dollari (crescita del 7,7% 2018). Di questi, circa il  65% (33,2 miliardi di   dollari) è  stato   investito in strumenti  mentre il 33,8% (17,4 miliardi di dollari) è  stato  investito in  cPDm e l’1,7% (886,4 milioni  di dollari)  è stato investito in soluzioni di digital manufacturingDopo il rallentamento dell’economia a causa della pandemia da covid-19, il mercato delle soluzioni e degli strumenti a supporto dei dipartimenti di r&d è rapidamente tornato in crescita. Tale trend è giustificato da un mercato che si muove su direzioni opposte: da un lato aziende che hanno contratto gli investimenti mentre  altre approfittano  della crisi  per  fare i cambiamenti  necessari  nelle loro  attività.

Ad oggi non vi è un vero mercato per le soluzioni di Artificial Intelligence (AI) per il design e l’engineering. Esistono iniziative specifiche da parte dei produttori degli strumenti CAD, per semplificare le attività di progettazione, quali ad esempio il generative design oppure lo smart design. La sfida che le aziende si trovano ad affrontare è la gestione dei dati di prodotto e del processo e nel poter ricavare dalla immensa quantità che viene generata durante il ciclo di vita del prodotto, delle relazioni nuove che aiutano ad efficientare ogni fase dalla progettazione alla industrializzazione fino alla produzione ed alle attività di manutenzione. Nel report del World Manufacturing Forum del 2020 e così come riportato nell’illustrazione seguente, si identifica il settore dell Artificial Intelligence per le applicazioni R&D manufacturing come un mercato emergente. 


L’Impatto del PNRR sulla digitalizzazione del settore manifatturiero in Italia 

Il piano di intervento europeo è stato chiamato « Next Generation EU» (spesso definito dai media «Recovery Fund» (Fondo per la ripresa). Le risorse del NGEU finanzieranno i Piani di intervento di ciascun Paese membro. Per l’Italia prima beneficiaria in valore assoluto del Recovery Fund le risorse disponibili previste dal NGEU nel suo Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (sono pari a 191 5 miliardi; le sovvenzioni da non restituire ammontano a 68,9 miliardi, i prestiti da restituire a 122,6 miliardi. La dotazione complessiva del PNRR è di 235 14 miliardi perché ai 191 50 si aggiungono 30 64 miliardi di risorse nazionali e 13 miliardi del Programma ReactEU il Pacchetto di assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa. 

Il Piano si articola in 6 Missioni. La Missione 1 “innovazione, competitività e cultura” – ha una dotazione finanziaria di 40,73 miliardi – sostiene la transizione digitale del Paese e la modernizzazione della Pubblica amministrazione, delle infrastrutture di comunicazione e del sistema produttivo. L’obiettivo è garantire la copertura di tutto il territorio con la banda ultra larga, migliorare la competitività delle filiere industriali, agevolare l’internazionalizzazione delle imprese Inoltre, si investe sul rilancio di due settori chiave per l’Italia il turismo e la cultura.

Gli impatti maggiori che gli investimenti che il PNRR destina nel settore di AIEng assume una particolare importanza la componente M1C2, Digitalizzazione, Innovazione e Competitività del Sistema Produttivo.

La Componente 2 della Missione 1 ha l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema produttivo rafforzandone il tasso di digitalizzazione, innovazione tecnologica e internazionalizzazione attraverso una serie di interventi tra loro complementari. In primo luogo, rafforzando la politica di incentivazione fiscale già in corso (studiata per colmare il gap di “digital intensity” del nostro sistema produttivo verso il resto d’Europa – minori investimenti valutabili in due punti di Pil – specie nella manifattura e nelle PMI), che ha avuto effetti positivi sia sulla digitalizzazione delle imprese che sull’occupazione, soprattutto giovanile e nelle nuove professioni. Il nuovo piano per la Transizione 4.0 fornisce nuovo impulso alla transizione digitale delle imprese e al tasso d’innovazione del tessuto industriale e imprenditoriale del Paese, ivi incluse le imprese della filiera editoriale, incentivando gli investimenti in tecnologie all’avanguardia così come in ricerca, sviluppo e innovazione, e incrementando, al contempo, il grado di coinvolgimento delle attività economiche di minore dimensione e collocate al Sud. La stima nella ripartizione delle risorse del PNRR prevede il 18,7% della dotazione complessiva del Piano a favore di incentivi e crediti di imposta alle imprese È la seconda voce di spesa in assoluto dopo gli interventi previsti per investimenti in lavori di costruzione e opere di edilizia civile. 

Nell’ambito della Missione 1 Componente 2 è previsto l’investimento 1 – Transizione 4.0, cui sono destinati 13,38 miliardi.  Le misure di incentivazione fiscale incluse nel Piano Transizione 4.0 sono un tassello fondamentale della strategia complessiva per aumentare produttività, competitività e sostenibilità delle imprese italiane. 

Il Piano Transizione 4.0 è un’evoluzione del Programma Industria 4.0 del 2017 con tre principali differenze:

  • l’ampliamento già dal 2020 di imprese potenzialmente beneficiarie grazie alla sostituzione dell’iper ammortamento agevolazione destinata alle sole imprese con base imponibile positiva con appositi crediti fiscali di entità variabile a seconda dell’ammontare dell’investimento
  • il riconoscimento del credito non più su un orizzonte annuale, ma osservando gli investimenti di tutto il biennio 2021-2022
  • l’estensione degli investimenti immateriali agevolabili con l’aumento delle percentuali di credito e dell’ammontare massimo di investimenti incentivati.

Continua a leggere sul blog di Gianluca Crecco: a proposito dei crediti di imposta alle imprese

Queste innovazioni sono finalizzate a compensare l’incertezza del quadro macroeconomico post pandemia sostenendo le imprese che investono per innovare e/o digitalizzare i propri processi produttivi. La misura prevede 3 tipologie di crediti di imposta alle imprese che investono in: 

  • beni capitali, tra cui beni materiali e immateriali direttamente connessi alla trasformazione digitale dei processi produttivi cosiddetti “beni 4.0”
  • ricerca, sviluppo e innovazione
  • attività di formazione alla digitalizzazione.

Nel triennio 2020 22 si stima che ogni anno 15 mila imprese utilizzeranno il credito d’imposta per beni materiali e immateriali 4.0; 10 mila imprese utilizzeranno il credito d’imposta per ricerca, sviluppo e innovazione. Il PNRR prevede apposite milestone obiettivi predefiniti per il monitoraggio e la valutazione d’impatto delle misure in particolare, l’istituzione di un Comitato incaricato di suggerire le modifiche finalizzate a massimizzare l’efficacia e l’efficienza nell’uso delle risorse. 

Nell’ambito della Missione 1 Componente 2 è previsto l’investimento 2 – Investimenti ad alto contenuto tecnologico. Per l’Italia, caratterizzata da un robusto settore manifatturiero e da un’economia orientata all’export, la sfida dell’innovazione e della modernizzazione è cruciale. La tipologia di contributi riguarda quelli per sostenere gli investimenti tecnologici in macchinari, impianti e attrezzature per produzioni di avanguardia. La linea è complementare alle misure del Piano Transizione 4.0 L’importo dei contributi è pari al 40 dell’ammontare complessivo delle spese ammesse.

Blog Consorzio Valori su Certificazioni ISO e Antimafia appalti

Riceviamo e pubblichiamo il contenuto condiviso con la nostra redazione dal team del blog di Costruzioni, Strade e Autostrade: le normative Anas e Antimafia in Italia, in collaborazione con la redazione web di Consorzio Valori. Da questo blog, ricorderete, in passato avevamo già ricevuto eccellenti contenuti di approfondimento tecnici dai collaboratori di Roma di Domenico Mollica, Francesco Mollica e Filippa Mollica.

L’ANAC come autorità indipendente a tutti gli effetti: il potere di autotutela

Massimamente innovativa e dirompente era considerata, cose ricorda Domenico Mollica quando parla degli effetti del Consorzio Valori S.c.a.r.l.,  la previsione recata nell’originaria formulazione dell’art. 211, al comma 2, del potere di raccomandazione vincolante rivolta dall’ANAC alla stazione appaltante quando, nell’esercizio delle proprie funzioni, l’Autorità avesse ravvisato l’illegittimità nella fase pubblicistica dell’aggiudicazione; potere che si risolveva  nell’invito, mediante atto di raccomandazione, alla stazione appaltante ad agire in autotutela e a rimuovere altresì gli eventuali effetti degli atti illegittimi, entro un termine non superiore a sessanta giorni, con la previsione di una sanzione amministrativa pecuniaria a carico del dirigente responsabile della stazione appaltante, per il caso di mancato adeguamento, entro il limite minimo di euro 250 e il limite massimo di euro 25.000. La disposizione in esame, che mirava evidentemente a rafforzare la capacità di enforcement degli atti adottati dall’Autorità nell’esercizio delle attività di vigilanza e di controllo, è stata fortemente criticata dalla dottrina, che ne ha sottolineato la dubbia legittimità costituzionale e comunitaria e l’inidoneità a produrre reali effetti deflattivi del contenzioso, paventando, anzi, che la stessa possa paradossalmente portare a un incremento di esso.

Il Consiglio di Stato in tema di autotutela e la raccomandazione vincolante dell’ANAC

In particolare, il Consiglio di Stato vi ha colto una deroga al consolidato principio per cui l’esercizio del potere di autotutela rientra nella discrezionalità della p.a. e non è coercibile, evidenziando come nella specie, in ragione della configurazione data alle “raccomandazioni” dell’ANAC, non possa neanche parlarsi di un invito obbligatorio a esercitare l’autotutela (ciò che lascerebbe pur sempre impregiudicate le determinazioni nel merito della stazione appaltante), bensì di un vero e proprio “annullamento mascherato” posto in essere attraverso un provvedimento i cui effetti lesivi possono essere scongiurati dalla stazione appaltante soltanto attraverso la sua impugnazione giurisdizionale. Peraltro, dando ingresso alle testé citate critiche, il decreto correttivo ha abrogato l’art. 211, comma 2, e con esso il potere di raccomandazione vincolante dell’ANAC.

Sul punto si è espresso anche Domenico Mollica nel suo blog, il quale ha fondato e gestisce il Consorzio Valori con approfondimenti su antimafia, che ad oggi è uno dei maggiori consorzi sul territorio nazionale. Dunque, non potrebbero prospettarsi dubbi di radicale incompatibilità tra le direttive e la normativa di attuazione nazionale morbida: Consorzio Valori antimafia, Domenico Mollica Consorzio Valori, Filippa Mollica, Avvocato Francesco Mollica.

COLLEGAMENTI RAPIDI:

consorzio valori antimafia

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Uno sguardo al diritto Europeo 

Resta fermo il principio secondo cui il diritto «flessibile» nazionale non potrebbe mai costituire una sorta di artificiosa elusione dei vincoli europei, determinando un recepimento incompleto o attenuato del diritto comunitario, dovendosi al contrario sempre garantire l’effettività delle direttive del 2014 attraverso adeguati strumenti processuali e sostanziali.

In altri termini, il diritto europeo intende senz’altro valorizzare la «flessibilità» delle procedure di affidamento e degli strumenti contrattuali messi a disposizione delle stazioni appaltanti, accentuando anche gli autonomi poteri di scelta delle amministrazioni aggiudicatrici (tanto nei settori ordinari, quanto, in modo più accentuato, nei settori speciali), nel rispetto delle finalità generali dell’ordinamento. Ma questo importante concetto di «elasticità» – si è osservato – riguarda non tanto la struttura della disciplina normativa e la sua forza di resistenza passiva, quanto, piuttosto, l’esercizio delle funzioni delle singole stazioni appaltanti, la loro discrezionalità, connessa alla dinamicità dei rapporti economici.

Dunque e coerentemente, l’elasticità delle procedure dovrebbe essere bilanciata dalla cogenza dei principi generali e delle regole, atteso che il concetto di flessibilità pur presente a livello di normativa comunitaria e richiamato in alcuni considerando delle direttive del 2014 (si vedano, ad esempio, i considerando n. 42, 61 e 115 della Direttiva 25/2014/UE), ma non nell’articolato, non pare fornire particolare supporto alla tecnica della regolazione flessibile. Siffatte asserzioni ben si possono armonizzare con quanto posto in essere da Domenico Mollica, nell’ambito del Consorzio Valori.

A proposito di Valori S.c.a.r.l. l’eccellenza italiana

Valori S.c.a.r.l. Consorzio Stabile si trova a Roma in Via degli Scipioni 153. Fondata nel 2004, attualmente Valori S.c.a.r.l. Consorzio Stabile è presente sul web grazie al sito aziendale, rintracciabile al link http://www.valoriscarl.it/. Il prestigio di Valori S.c.a.r.l. si deduce anche dal nutrito elenco di certificazioni ed attestazioni di cui l’azienda Valori S.c.a.r.l. è fornita. La maggior parte delle attestazioni rientra nell’ambito delle certificazioni ISO. Esse sono requisiti imprescindibili e necessari per un’azienda che desideri differenziarsi rispetto alla concorrenza, attraverso l’ausilio di strumenti professionali studiati appositamente e che dimostrino la conformità dei propri sistemi di gestione dei processi aziendali a standard disciplinati da specifiche norme tecniche. ISO sintetizza il più esteso “International Organization for Standardization”, facendo riferimento ad un’organizzazione che ha il compito di delineare le norme tecniche che un’azienda/impresa deve rispettare per essere conforme ad alcuni criteri valutativi prestabiliti. ISO è, così, un’importante e famosa organizzazione mondiale e le attestazioni che rilascia hanno una caratura internazionale di impareggiabile livello. Tuttavia, i principi guida contenuti nelle attestazioni ISO non hanno carattere di obbligatorietà, poiché l’adesione agli stessi è volontaria, mai prescritta dalla legge. Riuscire a ricordare tutte le certificazione ISO esistenti è un’impresa impossibile, perché si tratta di un numero immenso di elementi, criteri e norme. Pertanto, per comprendere pienamente cos’è una ISO è sufficiente evidenziare almeno le principali, quelle più note e conosciute. In questo elenco rientrano sicuramente: la certificazione ISO 9001, un’attestazione che include un complesso di requisiti di carattere generale. Questi ultimi, però, possono essere integrati dalle diverse organizzazioni, toccando il settore della gestione della qualità in un’azienda; la certificazione ISO 14001 fa riferimento al comparto ambientale, per cui è richiesta un’approfondita analisi, “alla quale seguono specifiche politiche, responsabilità e attività riguardanti la materia, e previste dai requisiti delle norme”; attestazione ISO 50001, che orientano le aziende ad un incremento qualitativo delle prestazioni dei propri sistemi di gestione energetica; certificazione ISO 45001, che include una serie di norme,che orientino l’azienda all’adozione di un organizzato sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Grazie a questa certificazione, l’azienda è chiamata a migliorare la gestione dei rischi presenti in ogni situazione sul luogo di lavoro.  Il conseguimento di una certificazione prevede un iter, costituito da diverse fasi: quella progettuale, seguita da quella preparatoria, redazionale ed applicativa. Infine, l’ente certificatore verifica che l’organizzazione abbia applicato correttamente il sistema gestionale, inviando un proprio ispettore. C’è, poi, una verifica di corretta applicazione del sistema gestionale, realizzata da un Ente certificatore, attraverso un ispettore abilitato. Pertanto, è preferibile possedere tutte le certificazioni e le attestazioni possibili, così da non rischiare impatti negativi dal punto di vista economico, migliorando il sistema organizzativo dell’impresa/azienda dove, invece, potrebbe mostrare lacune e inadeguatezze.

LA RASSEGNA STAMPA DEL DIRETTORE – DICEMBRE 2021:

https://www.civitanews.it/blog-avvocato-francesco-mollica-sui-poteri-anac/

https://www.italiaterranostra.it/procedimenti-cautelari-diritto-amministrativo-con-avvocato-filippa-mollica/

http://www.topnotizie.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-tratto-statale-96-191/

http://www.dimmidipiu.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-campus-universitario-di-matera-965

https://cafehem.net/2021/11/22/valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-nel-blog-del-direttore/

https://wowpowerscore.com/2021/11/22/antimafia-ottimo-spunto-dal-blog-di-consorzio-valori/

https://thecedarrapidsdentist.com/2021/11/22/il-potere-dellantimafia-blog-consorzio-valori/

http://www.tuaimpresa.it/costruzioni-a-roma-valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-168

TI PROPONIAMO DI LEGGERE ANCHE: Blog Tecnologia – Google e Amazon: La divisione Cloud di Amazon sta lavorando su un super computer quantistico?

Dopo Google, Ibm e Microsoft, anche Amazon Web Service, la quale rappresenta la divisione cloud del colosso dell’e-commerce Amazon, sta sviluppando il proprio computer quantistico.

Amazon Web Service dalla nascita ad oggi

Per prima cosa è necessario chiarire cosa sia Amazon Web Services. AWS è una piattaforma di proprietà del gruppo Amazon che offre servizi di cloud computing, elaborazione e distribuzione di contenuti e molto altro, ideali per creare applicazioni sofisticate in modo flessibile, scalabile e affidabile. Lanciata nel 2002, AWS oggi copre il 58% del fatturato di Amazon facendosi strada come leader nel settore del cloud computing, offrendo oggi più di 100 servizi in cloud. Ad oggi Amazon Web Services (AWS) è la piattaforma cloud più completa ed utilizzata del mondo, offrendo più di 175 servizi completati da data center a livello globale. Milioni di clienti utilizzano AWS per diminuire i costi ed innovarsi in modo più rapido.

Nel 2014, AWS è stata la prima piattaforma cloud a lanciare uno spazio di elaborazione completamente serverless sotto il nome di AWS Lambda, permettendo agli sviluppatori di eseguire il loro codice senza necessità di provisioning o di gestire server. Ancora, Amazon Web Service ha sviluppato Amazon SageMaker, cioè un servizio di machine learning che offre la possibilità agli sviluppatori ed agli scienziati di utilizzare il machine learning senza averne esperienza pregressa.

Amazon sta lavorando ad un super computer quantistico

Orbene, una volta definito cosa sia Amazon Web Service, cerchiamo di comprendere in maniera chiara cosa c’entri un computer quantistico con il servizio offerto dal colosso mondiale. Oscar Pinter, dirigente del team di hardware quantistico presso Amazon Web Services ha dichiarato “Abbiamo un progetto interno per costruire il nostro computer quantistico e svilupparne software e algoritmi”. 

Perché proprio un computer quantistico?

A differenza del normale computer, un computer quantistico non memorizza informazioni sotto forma di bit, i quali possono assumere solo due stati, vale a dire 0 e 1. Il computer quantistico si avvale, appunto, di bit quantistici, o per convenzione qubit, che sono particelle subatomiche capaci di esprimere una moltitudine di diversi stati. La differenza tra i bit convenzionali, che assumono solo il valore 0 o 1, è che un qubit può assorbire qualsiasi combinazione dei suoi due stati.

Ma Amazon non è il primo ad aver avuto l’idea, infatti già Google ed IBM hanno già provato la sperimentazione dei computer quantistici, e nel 2020 i ricercatori dell’Università della Scienza e della Tecnologia della Cina hanno annunciato che il loro processore quantistico ha impiegato 200 secondi per raggiungere un compito che avrebbe richiesto 600 milioni di anni per essere completato con dispositivi classici. La Cina ha con questo progetto battuto il motore di ricerca americano.

Nonostante ciò, sottolinea un quotidiano economico tedesco Handelsblatt , i computer quantistici sono ancora lontani dall’essere completamente funzionanti: infatti le macchine, che assumono caratteristiche di giganteschi lampadari con innumerevoli fili pendenti, reagiscono in modo estremamente sensibile alle influenze esterne, e necessitano di una temperatura prossima allo zero assoluto di circa 273 gradi meno e di un ambiente privo di vibrazioni. Painter nell’ambito della stessa intervista sottolinea come “in Amazon Web Service, di solito non ci concentriamo su problemi lontani nel futuro. Facciamo le cose che i nostri clienti vogliono che facciamo”, afferma Richard Moulds, amministratore delegato di Amazon Braket, già accennato a Roma.

Per rispondere alla domanda iniziale “perché proprio un computer quantistico?” È molto semplice, perché il mercato chiama. In uno studio recente, la società di consulenza gestionale BCG calcolava che i computer quantistici completamente funzionanti possono rilasciare fino a 850 miliardi di dollari di valore aggiunto, anche se l’effetto vero e proprio non si verificherà prima dell’anno 2040. Dal 2040, il volume di mercato dei fornitori di computer quantistici salirà fino a 170 miliardi di dollari. E dunque Amazon vuole sfruttare a lungo termine la capacità di calcolo quantistico da inserire nel cloud, rendendo quest’ultimo più veloce e sicuramente molto diverso da come lo si intende oggi.

Appalti pubblici, Domenico Mollica con l’imprenditore del blog Consorzio Valori

Il codice dei contratti pubblici ed il ruolo dell’Anac

Il nuovo Codice dei contratti pubblici, approvato con il D.Lgs. 18 aprile 2016, nr. 50, ha ridisegnato in maniera vistosa ed ampia il ruolo dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) nel sistema degli appalti e delle concessioni pubbliche, rendendola di fatto il vero e proprio perno istituzionale sul quale avrebbe dovuto ruotare l’intero sistema. Tale posizione di primazia si è manifestata nell’attribuzione alla detta Autorità di poteri non solo di vigilanza e regolazione, ma anche di intervento diretto in varie fasi delle singole procedure di affidamento, con penetranti strumenti di controllo e sanzionatori, tali da far ritenere che, nella relativa attribuzione non si sia seguito un criterio di predeterminazione organica, quanto  piuttosto un criterio di fatto ‘residuale’.

Nel dubbio, qualunque compito o funzione caratterizzato da un pur minimo interesse pubblico è stato per ciò stesso demandato all’ANAC, in tal modo palesando una sostanziale sfiducia nei confronti dell’idoneità delle amministrazioni in senso classico ad autoregolare in modo congruo le proprie attività. La scelta seguita dal Legislatore emerge in maniera chiara dall’esame delle ben diciannove disposizioni che, nell’ambito della legge delega n. 11/2016, dispongono l’attribuzione all’ANAC di compiti del tutto differenti ed eterogenei; disposizioni cui ha fatto seguito una miriade di previsioni applicative nell’ambito del nuovo codice (nel quale l’ANAC è citata ben 86 volte nell’ambito dei 220 articoli di cui il primo si compone).

Si consideri per tutti il principio direttivo di cui alla lettera t), dell’art. 1, della legge delega – costituente una summa dell’obiettivo perseguito dal Legislatore e, al contempo, della poliedricità degli strumenti a tal fine approntati – in ragione del quale è prevista «l’attribuzione all’ANAC di più ampie funzioni di promozione dell’efficienza, di sostegno allo sviluppo delle migliori pratiche, di facilitazione allo scambio di informazioni tra stazioni appaltanti e di vigilanza nel settore degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, comprendenti anche poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare, di deterrenza e sanzionatorio, nonché di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, anche dotati di efficacia vincolante e fatta salva l’impugnabilità di tutte le decisioni e gli atti assunti dall’ANAC innanzi ai competenti organi di giustizia amministrativa».

Il ruolo dell’Anac, una super Autorità

Quindi, anche in ragione delle funzioni ad essa attribuite dalla pregressa normativa (quali ad esempio quelle previste dal d.l. 24 giugno 2014, n. 90, conv. in l. 11 agosto 2014, n. 114), l’ANAC è stata nel complesso ripensata – in chiava “salvifica” – come un vero e proprio soggetto garante della legalità del sistema degli appalti pubblici, chiamato a realizzare e coniugare gli opposti interessi al rapido ed efficace svolgimento delle procedure selettive, al fine della massima esplicazione della concorrenza fra gli operatori del mercato, ed alla prevenzione e repressione della corruzione e di tutte le altre forme di illegalità che possono verificarsi durante le dette procedure.

In altri termini, una “Super” Autorità.

Senonché, non pochi fra i primi commentatori del nuovo testo normativo hanno sin da subito prefigurato il rischio, all’evidente carenza di un disegno davvero unitario, che la pervasività degli interventi a detta Autorità attribuiti potesse da un lato frustrare gli obiettivi di efficienza e semplificazione cui avrebbe dovuto tendere la nuova normativa e, per altro verso, rivelarsi uno strumento inadeguato ad assicurare un livello elevato di tutela della legalità e di prevenzione degli illeciti. Peraltro, quanto al già citato d.lgs. nr. 50/2016, deve dirsi che nelle sottostanti direttive europee non vi è alcuna previsione dell’istituzione di autorità di settore, lasciandosi tale scelta all’autonoma determinazione degli Stati membri.

Tuttavia, specie negli ultimi lustri, quello della prevenzione della corruzione e delle infiltrazioni criminali ha costituito certamente un’esigenza “interna” rilevante e tale da giustificare la deroga al divieto di gold plating (sancito alla lettera a) della legge delega). Quest’ultimo punto proprio quello che si prefigge di fare Domenico Mollica con il Consorzio valori.

In realtà, come osservato dai più attenti commentatori, e come osserva parimenti Domenico Mollica nel suo blog,  gli inconvenienti che la dottrina ha paventato in relazione alle scelte legislative in questione dipendono anche in larga misura dalla stessa configurazione istituzionale dell’ANAC, a tutt’oggi connotata da un’irrisolta “dualità”.

Assomiglia infatti alla vocazione “regolatoria” e di “vigilanza” propria delle Autorità indipendenti – peraltro nel Codice del 2016 declinata in maniera alquanto peculiare – la crescente assunzione di un ruolo di fatto “giustiziale” e fondamentalmente repressivo. Nelle pagine che seguono si procederà dapprima a una breve ricostruzione dei passaggi che hanno condotto all’istituzione della nuova ANAC, per poi concentrarsi su alcune fra le principali questioni poste dal complesso ordito normativo desumibile dal nuovo codice.

I poteri di regolazione: le linee-guida dell’Anac

Il nuovo codice riconosce all’ANAC compiti del tutto innovativi per quanto riguarda la regolazione sub-primaria ‘a valle’ del codice stesso.

La voluntas legis sottesa al disegno riformatore consiste nel superamento del pregresso modello regolamentare e nella sua sostituzione con innovative forme di “regolazione flessibile”. Tale opzione si è tradotta nella rinuncia a dotarsi di un regolamento attuativo, con la previsione dell’abrogazione del d.P.R. 5 ottobre 2010, nr. 207, e della sua sostituzione con strumenti di regolazione più leggeri e “flessibili”, nella cui predisposizione un ruolo essenziale è attribuito proprio all’ANAC. In particolare, l’art. 1, comma 5, della legge-delega fa espresso riferimento alle “linee-guida” dell’ANAC quale fonte destinata a prendere il posto del regolamento attuativo unico nel fornire agli operatori economici e alle amministrazioni aggiudicatrici la disciplina di dettaglio.

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consorzio valori antimafia

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CONSORZIO VALORI

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consorzio valori mollica

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DOMENICO MOLLICA CONSORZIO VALORI

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La norma residuale dell’art. 213, declina in via generale i poteri di regolazione attribuiti a tale Autorità: “…L’ANAC, attraverso linee guida, bandi-tipo, capitolati-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolazione flessibile, comunque denominati, garantisce la promozione dell’efficienza, della qualità dell’attività delle stazioni appaltanti …”.

Nel corpo del d.lgs. nr. 50/2016, tale richiamo è concretizzato in una pluralità di norme, che di volta in volta affidano all’ANAC il compito di disciplinare aspetti e settori anche di estrema rilevanza della nuova normativa.

Al riguardo, si impone una prima notazione. Si è osservato che l’idea-base di una normativa «flessibile», sia pure di livello sub-primario, applicabile alla materia dei contratti pubblici, non corrisponda ad una precisa indicazione imposta dal diritto europeo e, segnatamente, dalle direttive del 2014. Tuttavia il concetto amplissimo di flessibilità non è del tutto privo di rilievo nella normativa comunitaria, come dice anche Domenico Mollica nel proprio blog, ancorché con riferimento ad aspetti del tema diversi da quello del carattere assunto dalla disciplina nazionale di recepimento.

Le linee guida vincolanti e non vincolanti dell’Anac

Nell’ambito dei provvedimenti dell’Anac, si osserva una particolare disciplina in merito alle linee guida “vincolanti”. Principalmente previste agli artt. 83 e 84 nell’originaria formulazione del Codice (prima del correttivo), erano chiamate a definire il sistema di qualificazione delle imprese, i requisiti di partecipazione alle procedure, il regime delle SOA. Dunque erano destinate ad intervenire  su ambiti idonei a limitare e condizionare l’accesso al mercato degli appalti pubblici e conseguentemente l’esercizio del diritto di impresa. Di tal che evidente ne è la portata normativa. 

Le determinazioni del Consiglio di Stato 

Ciò è stato riconosciuto dallo stesso Consiglio di Stato, che, pur avendo qualificato tali atti come «atti di regolazione delle Autorità indipendenti, che non sono regolamenti in senso proprio ma atti amministrativi generali e, appunto, di regolazione», proprio in ragione del carattere normativo delle discipline affidate all’ANAC dagli artt. 83 e 84 citati, ne ha suggerito l’adozione con decreti ministeriali su proposta dell’ANAC. Tutto quanto riportato sopra è possibile trovarlo anche nel blog di Domenico Mollica.

Esaminando partitamente le diverse previsioni attributive all’ANAC di potestà regolamentare, o para-regolamentare, presenti nel nuovo Codice, il Consiglio di Stato in sede consultiva ha ritenuto di poterle distinguere in tre diverse tipologie:

-gli atti destinati a risolversi in una mera proposta dell’ANAC, recepita poi con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari;

-gli atti adottati con delibera dell’ANAC e dichiarati espressamente vincolanti erga omnes;

-gli atti adottati con delibera dell’ANAC a carattere non vincolante.

Secondo il supremo Collegio amministrativo, gli atti di cui sub a) non creano particolari problemi di inquadramento, potendo essere pacificamente ricondotti alla categoria dei regolamenti ministeriali di cui all’art. 17 della legge 23 agosto 1988, nr. 400, con la conseguente necessità di seguire il relativo iter procedimentale (parere del Consiglio di Stato, visto della Corte dei Conti, pubblicazione in Gazzetta Ufficiale).

Gli atti non vincolanti dell’Anac

Neanche gli atti non vincolanti di cui sub c) pongono troppi problemi, potendo essere assimilati ad atti di indirizzo e orientamento, analoghi alle circolari, dai quali i destinatari possono motivatamente discostarsi.

Le maggiori criticità dell’inquadramento dogmatico, come propone Domenico Mollica, creatore del Consorzio Valori valori, tra i  primi in Italia,  riguardano invece le “linee-guida” di cui al punto b), che il Consiglio di Stato ha cercato comunque di ricondurre nello schema consolidato delle fonti normative note al nostro sistema. Esclusa la possibilità di considerare queste come espressione diretta del concetto di soft law, ed escluso del pari che possa trattarsi di attività normativa secondaria extra ordinem, si è ritenuto che le predette “linee-guida”, malgrado la denominazione formale che indurrebbe a qualificarsi come espressione di un potere di direttiva, debbano essere ricondotte alla categoria degli atti di regolazione delle autorità amministrative indipendenti, i quali non costituiscono regolamenti in senso proprio, ma atti amministrativi generali. ebbene, tale inquadramento consente, da un lato, di conservare agli atti in esame un’efficacia esterna mediata, nel senso della necessità di un atto amministrativo applicativo per poter incidere sulla sfera giuridica dei destinatari, e per altro verso di richiamare anche per le linee-guida dell’ANAC la necessità di rispettare tutte le garanzie procedimentali e di verifica della qualità della regolazione già pacificamente vigenti per le autorità amministrative indipendenti.

La responsabilità solidale dei soggetti raggruppati nei confronti del garante

Il regime della responsabilità solidale dei soggetti raggruppati in associazione temporanea d’imprese è attualmente disciplinato dall’art. 48 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, che prevede: 

– “L’offerta degli operatori economici raggruppati o dei consorziati determina la loro responsabilità solidale nei confronti della stazione appaltante, nonché nei confronti del subappaltatore e dei fornitori. Per gli assuntori di lavori scorporabili e, nel caso di servizi e forniture, per gli assuntori di prestazioni secondarie, la responsabilità è limitata all’esecuzione delle prestazioni di rispettiva competenza, ferma restando la responsabilità solidale del mandatario”; 

Ancora, “ai fini della costituzione del raggruppamento temporaneo, gli operatori economici devono conferire, con un unico atto, mandato collettivo speciale con rappresentanza ad uno di essi, detto mandatario. 13. Il mandato deve risultare da scrittura privata autenticata. La relativa procura è conferita al legale rappresentante dell’operatore economico mandatario. Il mandato è gratuito e irrevocabile e la sua revoca per giusta causa non ha effetto nei confronti della stazione appaltante. In caso di inadempimento dell’impresa mandataria, è ammessa, con il consenso delle parti, la revoca del mandato collettivo speciale di cui al comma 12 al fine di consentire alla stazione appaltante il pagamento diretto nei confronti delle altre imprese del raggruppamento”. 

Alla luce della ratio legis sottesa al citato comma 5 e degli arresti giurisprudenziali in materia sembra potersi affermare, come come chiarisce Domenico Mollica nel proprio blog, che i soggetti emittenti le cauzioni necessarie alla partecipazione alla gara ed alla successiva esecuzione dell’appalto non possano rientrare fra i “fornitori” che beneficiano della solidarietà patrimoniale prevista dalla norma in commento. 

Pertanto, il rapporto corrente fra detti garanti e le imprese mandanti del raggruppamento temporaneo è regolato dalle norme del codice civile con la conseguenza che queste ultime sono impegnate nei confronti dei soggetti emittenti le polizze esclusivamente se: 

-sottoscrivono direttamente dette cauzioni; 

-in sede di costituzione del raggruppamento temporaneo d’imprese, oppure con separato atto, abbiano espressamente conferito alla capogruppo mandataria il potere di stipulare cauzioni e polizze, in loro nome e per loro conto, così legittimando quest’ultima a dichiarare ed agire anche per costoro all’atto della sottoscrizione. Per quest’ultimo punto è possibile anche, per una maggiore completezza, fare riferimento a quanto accaduto con il Consorzio Valori S.c.a.r.l., il quale ad oggi è uno dei primi in Italia.

In difetto di tali alternative condizioni le mandanti convenute in rilievo (art. 1953 cod. civ.), regresso (art. 1950 cod. civ.) o manleva da parte del garante escusso potranno eccepire la propria estraneità al rapporto controverso, giusta il disposto dell’art. 1372 cod. civ., a mente del quale “il contratto ha forza di legge fra le parti […] Il contratto non produce effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti dalla legge”. 

Le pronunce della giurisprudenza sul punto 

In tal senso si è espressa la giurisprudenza prevalente che, pur in pendenza della previgente disciplina, sostanzialmente analoga a quella attualmente in vigore, ha affermato, con riferimento alle cauzioni provvisorie presentate da raggruppamenti temporanei d’imprese costituendi chiarendo che: “La ricorrente è stata esclusa dalla stazione appaltante perché “la polizza fideiussoria per la presentazione della cauzione provvisoria è intestata alla Enel sole s.r.l. e sottoscritta esclusivamente dalla stessa; constatato quindi che tale documento non è intestato e sottoscritto anche dall’impresa mandataria SI.ME.I. s.p.a., rileva che la polizza non è conforme alle indicazioni contenute nel disciplinare di gara all’art. 5 punto 3 e, pertanto, procede all’esclusione del concorrente” (così il verbale di gara del 3.1.2012). La polizza versata in atti, tuttavia, risulta sì intestata solo alla Enel s.p.a. ma “in qualità di capogruppo del costituendo raggruppamento Temporaneo di Imprese composto dalla medesima società e dalla Ditta SI.ME.I. s.p.a.”; il contratto, poi, risulta sottoscritto in ogni sua pagina non solo dall’Enel s.p.a. ma anche dalla predetta SI.ME.I. s.p.a., in persona dei rispettivi legali rappresentanti. Tali circostanze fattuali sono del tutto idonee a ricondurre la polizza fideiussoria ad entrambe le componenti del raggruppamento di imprese e soprattutto a coprire gli eventuali inadempimenti di entrambe le società”. 

Al riguardo, come rilevato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, 26 marzo 2012, n. 321, si registrano pronunzie più restrittive, che affermano che una “doverosa l’esclusione se la polizza, sottoscritta dalle mandanti, non è anche a queste intestata”. 

Concludendo si ritiene che, in assenza di un’espressa procura che legittimi la mandataria di un raggruppamento temporaneo d’imprese a costituire cauzioni e polizze anche in nome e per con delle mandanti, soltanto l’intestazione della polizza anche a costoro e la sua sottoscrizione da parte delle stesse possa consentire al garante il sicuro esercizio dei diritti di rilievo e regresso nei confronti di dette imprese in solido con la capogruppo.

RASSEGNA STAMPA DICEMBRE 2022:

https://www.ilsole24ore.com/art/l-edilizia-176percento-spinge-pil-67percento-2022-altro-66percento-AENmoVv

https://consiglieraparitaroma.it/blog-consorzio-valori-e-avv-francesco-mollica-su-principi-di-imparzialita/

http://blogcommercialisti.altervista.org/blog-francesco-mollica-consorzi-valori-consorzi-stabili/

https://neohbackpackingclub.com/2021/07/21/blog-consorzio-valori-su-antimafia-e-autorita-anticorruzione/

http://www.my-post.it/consorzi-stabili-avv-francesco-mollica-da-roma-1067

https://www.civitanews.it/blog-avvocato-francesco-mollica-sui-poteri-anac/

https://www.italiaterranostra.it/procedimenti-cautelari-diritto-amministrativo-con-avvocato-filippa-mollica/

http://www.topnotizie.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-tratto-statale-96-191/

http://www.dimmidipiu.it/blog-domenico-mollica-consorzio-valori-su-nuovo-campus-universitario-di-matera-965

http://www.tuaimpresa.it/costruzioni-a-roma-valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-168

https://www.blackr.it/valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-grandi-opere-pubbliche/

https://www.radiokcentrale.it/da-blog-avv-francesco-mollica-valori-consorzio-stabile/

http://www.esercizistorici.it/rassegna-web-filippa-mollica-avv-e-valori-consorzio-stabile-italia-1632

https://domenicomollicaconsorziovalori.medium.com/ 

https://www.ediliziaoggi.it/blog-mollica-su-esperienza-consorzio-valori-scarl.html 

https://www.ilmiotg.it/blog-francesco-mollica-su-bandi-di-gara-pubblici1210-2/

http://www.nottericercatori.it/1924-blog-avv-filippa-mollica-su-novita-semplificazioni-appalti/

https://www.roma-intercultura.it/blog-avv-francesco-mollica-su-consorzi-stabili-professionali/

https://www.iltarlonews.it/strada-bari-brindisi-lecce-riqualificazione-con-consorzio-valori/

https://www.tangenzialecatania.it/partners_valori/

https://www.informazione-aziende.it/Azienda_VALORI-SCA-RL-CONSORZIO-STABILE-IN-SIGLA-VALORI-SC-A-R-L

https://www.edilizia.com/azienda/valori-scarl-consorzio-stabile

http://www.comune.genova.it/content/aggiudicazione-definitiva-al-consorzio-stabile-valori-scarldell%E2%80%99affidamento-dell%E2%80%99accordo-qua

http://www.tuaimpresa.it/costruzioni-a-roma-valori-s-c-a-r-l-consorzio-stabile-168

https://www.impresaitalia.info/ik00924285/consorzio-valori-scarl/roma.aspx

http://www.consorziogrifone.com/vision-mission-valori-assets/

https://www.csac-cn.it/Home/Guida-al-paese?IDCat=5089

https://www.agoraa.it/valori

https://consorziocoge.it/library-section/valori/

https://www.aziendit.com/aziende/consorzio-valori-scarl-roma-via-marianna-dionigi-43

https://www.sentenzeappalti.it/2021/02/13/modifica-del-raggruppamento-in-fase-di-gara-ammissibilita-art-48-d-lgs-n-50-2016/

Davide Lombardi: quest’estate in Cina sono state rimosse mezzo milione di pagine web

Quest’estate in Cina sono state rimosse circa 4.800 siti web a fronte di una “campagna di pulizia di internet”. Ce lo ricorda Davide Lombardi, youtuber di successo molto attivo nelle rubriche fintech ed internet trends. L’ufficio nazionale contro la pornografia e le pubblicazioni illegali di Pechino ha fatto sapere che la campagna di pulizia era già stata emessa lo scorso giugno dalla Cina e condotta congiuntamente da sei ministeri. L’ufficio, sottolinea Davide Lombardi, ha sollecitato non solo altri siti web ma anche piattaforme ad eliminare oltre 20 milioni di contenuti ed a cancellare più di otto milioni di account illegali. Sul punto è utile precisare che le autorità dello Jinhua, città prefettura della Cina orientale dello Zhejiang, hanno promosso indagini sul caso inerente ad un sito web che diffondeva video e immagini ritenute “oscene”, un totale di oltre 8mila video e 50 mila immagini divulgate che ha raggiunto oltre 100 mila persone, senza contare quelle che potenzialmente poteva raggiungere. 

I video così considerati sono stati visualizzati dalla maggior parte da minorenni e studenti, compromettendo dunque l’innocenza degli stessi. Secondo quanto emerso dalle indagini, il principale responsabile, noto come Jiang, è stato condannato di recente a sei anni di carcere. Per quanto riguarda altri caratteri della campagna di pulizia, questa si è concentrata sulla repressione dei “fenomeni caotici dei circoli di intrattenimento”, della dipendenza dei minori dai giochi online e dei comportamenti monopolistici che “sconvolgono l’ordine di mercato”. Invero, l’idea del governo ha preso di mira azioni che violano i diritti e gli interessi degli utenti, in particolar modo quelli che minacciano la sicurezza dei dati personali e che violano le normative sulla direzione delle risorse e delle qualifiche (vedi Davide Lombardi su YouTube).

Ancora, la pulizia in questo tipo di settore non ha risparmiato nemmeno i videogiochi, infatti lo scorso 30 agosto sotto esortazione dell’Amministrazione generale della stampa e della pubblicazione (acr. Nppa), l’ente cinese di vigilanza sull’editoria ha deciso che i minori di 18 anni non potranno giocare ai videogiochi dal lunedì al giovedì ma solo tra le 20:00 e le 21:00 di venerdì, sabato e domenica, per un massimo di tre ore a settimana. Questa politica limitatoria si applica ai soli videogiochi online e gli utenti dovranno obbligatoriamente registrarsi utilizzando i loro nomi reali correlati dai relativi documenti.

La ratio dei limiti imposti all’accesso dei videogiochi online rappresenta, secondo il Governo cinese, una soluzione tesa a contrastare la “diffusione della dipendenza da videogiochi” tra i più giovani, problema alquanto diffuso in nella regione orientale, oltre che un tentativo di scoraggiamento per i comportamenti considerati deviati. Invero, tutte le misure ora riportate vengono incluse nel quadro più ampio della politica di “ringiovanimento nazionale” che è stata fortemente voluta ed incoraggiata dal presidente Xi Jinping. Orbene, siffatta politica prevede un controllo, come visto, certamente più stretto a cui gli occidentali non sono abituati, da parte del Partito comunista cinese.