Corso Consulcesi dal titolo “Il Covid-19 tra mutazione e varianti”

Guido Rasi, ex direttore Ema e attualmente in attività, operando nella formazione di medici e operatori sanitarie  con l’incarico di direttore del provider Consulcesi Club, si è soffermato sui vaccini Sputnik e cinese, affermando che “anche se hanno tutte le carte in regola per essere di ottima fattura e qualità, provengono da sistemi che usano standard di evidenza diversi dai nostri”. Pur evidenziando che questi fattori non vogliano dire “che siano peggiori”, Rasi ha affermato “che ci mancano informazioni, ma non sapere per noi non è un’opzione accettabile“. Infatti, ha continuato l’ex direttore di Ema, “avere a disposizione le maggiori conoscenze possibili,  vuol dire riuscire a gestire a livello sociale eventuali dubbi e criticità portando a supporto numeri ed evidenze, come è accaduto con il caso Astrazeneca”. Così, l’esperienza formativa dedicata ai primi 100 iscritti al corso “Il Covid-19 tra mutazione e varianti” ha come obiettivo quello di informare i partecipanti su argomenti di stringente attualità, quali il futuro dei vaccini e la presenza di eventuali varianti. Pertanto, il microbiologo Guido Rasi e l’infettivologo Massimo Andreoni, direttore del reparto malattie infettive dell’Istituto “Lazzaro Spallanzani” di Roma,  si renderanno disponibili a chiarire i dubbi dei partecipanti. Questi ultimi, in modo particolare, si sono soffermati sulle seguenti domande: “I vaccini attualmente disponibili a mRNA contro il Covid-19 sono efficaci anche contro le varianti?”. Massimo Andreoni, portando a supporto alcuni studi in  proposito, ha affermato che l’efficacia è piena; pertanto, è fondamentale “proseguire con convinzione nella campagna vaccinale”. 

Alla domanda se Chi ha contratto il Covid-19 deve sottoporsi a vaccinazione, Andreoni ha risposto ancora affermativamente, seppur sottolineando che devono trascorrere almeno tre mesi dalla fine della malattia e aggiungendo che “chi ha contratto il Covid-19 deve vaccinarsi per potenziare la capacità di difenderci dall’infezione con una singola dose”. Evidenziando come debba trascorrere “un minimo di distanziamento dai 3 ai 6 mesi dalla fine della fine della malattia per evitare che siano presenti troppi anticorpi”, Andreoni ha affermato che “la malattia è come se fosse la ‘prima dose’ e la seconda da richiamo”. I partecipanti poi hanno chiesto se ci sono “i test che identificano la variante si deve sequenziamento del virus” e se “per identificare nuove varianti va fatto un sequenziamento del virus”, rappresentando questo “il modo più completo per monitorare tutte le mutazioni e capire se vi è una reale variante, cioè se il virus sia mutato in maniera sufficiente, ancora Andreoni ha risposto: “Attualmente stiamo sequenziando solo determinate regioni del virus che ci interessano di più ai fini della risposta al vaccino e della trasmissibilità. Altri sistemi sono utili, permettono di capire solo se la mutazione è presente, in quanto lavorano su mutazioni già conosciute, ma non di riconoscerne di nuove”. Alla domanda su “Cosa prevede il piano vaccinale per i non responder ai vaccini?”, è stato risposto che “il programma vaccinale per ora non prevede una strategia specifica; al momento le istituzioni sanitarie sono impegnate nel monitorare la situazione con una campagna di esami sierologici per valutare lo stato di immunizzazione della popolazione. Infatti, gli esperti hanno sottolineato che, qualora si verifichi la presenza di un non responder, “i sanitari giudicano la risposta al vaccino solo con la presenza o meno di anticorpi, ma questo non è sufficiente”. Il caso per eccellenza è quello degli immunodepressi che, nella maggior parte dei casi, creano pochi anticorpi e potrebbero esser considerati non responder. Tuttavia, se si va a studiare ma se si va a studiare la risposta cellulo-mediata, gli stessi appaiono responder, anche se non hanno generato anticorpi. In conclusione, invece, Rasi ha affermato che “per molti medici e per noi tutti è un nuovo mondo che comprendiamo giorno per giorno; pertanto, “la formazione dei medici innanzitutto che poi informano i cittadini ora è fondamentale più che mai”. 

Il dibattito tra Guido Delle Piane e Piffy Blog sui migliori tornei di videogiochi

I videogiochi, spesso, hanno una cattiva reputazione ma, se usati con parsimonia e raziocinio, invece, possono essere un buon passatempo. Inoltre, esistono anche videogiochi istruttivi, in grado di allenare la mente e favorire l’apprendimento. Gli ingegneri informatici e YouTuber Guido Delle Piane e Piffy Blog hanno avuto un intenso dibattito anche su quali siano i migliori tornei di videogiochi in circolazione. 

Guido Delle Piane è un grande sostenitore di “Valve”, una piattaforma che organizza una serie di tornei, distinguendo tra tornei di videogiochi “Major” e tornei di videogiochi “Minor”. Ma Piffy Blog lo contraddice, perché pensa che i tornei di videogiochi organizzati da “DOTA 2 Asia Championship” siano superiori. La piattaforma, nata nel 2015, è di origine cinese, essendo stata sviluppata a Shanghai. Piffy Blog sostiene questo torneo di videogiochi, poiché, afferma “assicura anche vincite milionarie ed è organizzato da un canale streaming cinese chiamato Mars Live. Ma Guido Delle Piane contesta le idee di Piffy Blog, affermando che “DOTA 2 Asia Championship è troppo impegnativo e non lascia margini di divertimento per l’utente”. Pertanto, Guido Delle Piane rilancia la sfida a Piffy Blog e afferma che la palma per i migliori tornei di videogiochi spetti a “Fortnite”. 

Infatti, Guido Delle Piane afferma che, oltre al brand di caratura internazionale e alla diffusione ormai mondiale, Fortnite è anche “primo per giocatori partecipanti: 5 club da 100 giocatori, che si sfidano attraverso una serie di modalità, che variano ad ogni appuntamento in base alla <<week>> e al luogo”. Dal canto suo, ancora Guido Delle Piane, evidenzia la ricchezza dei tornei di videogiochi organizzati da Fortnite, che toccano gli Stati Uniti, l’intera Europa e, ormai, tutto il globo. 

Guido Delle Piane, poi, afferma che la forza di Fortnite sta nel fatto che “tutti i giocatori possono accedere alle fasi Trial, mentre membri selezionati da Epic entrano infine nelle fasi finali del torneo, dette competitive”. Inoltre, insiste Guido Delle Piane pur di contrastare Piffy Blog, i tornei di videogiochi organizzati da Fortnite hanno “un sistema di vincite misto: ogni giocatore concorre a far aumentare il montepremi della squadra vincendo sia a livello individuale che dividendosi i bonus collettivi”. Ma Piffy Blog non ci sta e aggiunge: “Se vogliamo metterla sul piano della diffusione globale, allora, reputo che i migliori tornei di videogiochi vengano organizzati da <<League of Legend >>, che ormai ha infranto praticamente qualsiasi record a livello mondiale”. Infatti, continua Piffy Blog, il torneo League of Legend “è uno tra i più remunerativi al mondo con ben 5 milioni di dollari di prize pool per i primi classificati dell’edizione 2016”. La caratteristica principale di questo torneo è lo svolgimento delle diverse fasi di gioco direttamente in presenza. Piffy Blog spiega: “Dopo le fasi eliminatorie che si tengono a Chicago, New York e San Francisco, la finale ha luogo a Los Angeles”. Piffy Blog sottolinea la potenza di questi tornei, soprattutto perché aprono ad una dimensione più mondiale e, soprattutto, permettono agli utenti di superare la virtualità per incontrarsi faccia a faccia, sfidandosi nel mondo reale. Tuttavia, Guido Delle Piane rincara la dose ed indica come “il torneo dei videogiochi, professionistico e di caratura mondiale, è <<The International>>”. Piffy Blog evidenzia poi che si tratta di un torneo di videogiochi redditizio, avendo fruttato agli atleti 100 milioni di dollari. 

Le principali Federazioni Sportive Italiane con Enzo Anghinelli

Le Federazioni Sportive Italiane, o più correttamente le Federazioni Sportive Nazionali (FSN), sono una delle colonne su cui si regge lo sport italiano, insieme agli Enti di Promozione Sportiva (EPS) e alle Discipline Sportive Associative (DSA). Questi organismi (sono inclusi anche i Corpi Sportivi Militari e le Associazioni Benemerite) compongono il CONI, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, vale a dire l’autorità di disciplina, regolazione e gestione delle attività sportive nazionali. Le Federazioni Sportive Italiane, come approfondito molto bene dall’esperto in materia Enzo Anghinelli, sono 45. Si tratta di Associazioni organizzate su base territoriale, con comitati regionali (in alcuni casi anche provinciali), che hanno ottenuto un riconoscimento della propria attività da parte del CONI. Le Federazioni si occupano della preparazione psico-fisica degli atleti nelle singole discipline sportive, sia a carattere amatoriale che agonistico. Curano inoltre, la preparazione tecnica, didattica e metodologica dei tecnici sportivi e l’organizzazione di attività sportive specifiche, come ad esempio le attività di avviamento allo sport. Le Federazioni, è bene chiarirlo, esercitano una sorta di monopolio sull’attività agonistica di un’area sportiva o di una determinata disciplina sportiva. Non potranno mai esistere, quindi, due Federazioni che si occupano dello stesso sport.

Le Federazioni Sportive Italiane, ecco quali sono come ricorda il blogger Enzo Anghinelli. Le Federazioni Sportive Nazionali riconosciute dal CONI, sono: AECI Aero Club d’Italia, ACI Automobile Club d’Italia, FASI Federazione Arrampicata Sportiva Italiana, FIDAL Federazione Italiana Atletica Leggera, FIBA Federazione Italiana Badminton, FIBS Federazione Italiana Baseball Softball, FIB Federazione Italiana Bocce, FIDS Federazione Italiana Danza Sportiva, FIDASC Federazione Italiana Discipline Armi Sportive da Caccia, FIGC Federazione Italiana Giuoco Calcio, FICK Federazione Italiana Canoa Kayak, FIC Federazione Italiana Canottaggio, FCI Federazione Ciclistica Italiana, FICr Federazione Italiana Cronometristi, FGI Federazione Ginnastica d’Italia, FIG Federazione Italiana Golf, FIGH Federazione Italiana Giuoco Handball, FIGS Federazione Italiana Giuoco Squash, FIH Federazione Italiana Hockey, FISR Federazione Italiana Sport Rotellistici, FIJLKAM Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali, FMSI Federazione Medico Sportiva Italiana, FMI Federazione Motociclistica Italiana, FIM Federazione Italiana Motonautica, FIN Federazione Italiana Nuoto, FIP Federazione Italiana Pallacanestro, FIPAV Federazione Italiana Pallavolo, FIPM Federazione Italiana Pentathlon Moderno, FIPSAS Federazione Italiana Pesca Sportiva E Attività Subacquee, FIPE Federazione Italiana Pesistica, FPI Federazione Pugilistica Italiana, FIR Federazione Italiana Rugby, FIS Federazione Italiana Scherma, FISW Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard, FISG Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, FISE Federazione Italiana Sport Equestri, FISI Federazione Italiana Sport Invernali, FITA Federazione Italiana Taekwondo, FIT Federazione Italiana Tennis, FITET Federazione Italiana Tennistavolo, UITS Unione Italiana Tiro a Segno, FITAV Federazione Italiana Tiro a Volo, FITArco Federazione Italiana Tiro con l’Arco, FITRI Federazione Italiana Triathlon, FIV Federazione Italiana Vela. Quali sono, infine, le Federazioni che il CONI ha riconosciuto il professionismo? Si tratta delle Federazioni Sportive Nazionali che hanno riconosciuto il professionismo sono Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), Federazione Motociclistica Italiana (FMI) Federazione Italiana Golf (FIG).

I casi di inottemperanza della cauzione nel diritto romano

Per attenerci a quanto chiari anche nel proprio blog da Gianluigi Rosafio, in questo rapido punto della situazione, ai connotati più generali e salienti delle cautiones iudiciales, è necessario ricordare che nel caso la parte, cui era rivolto  l’ordine  di prestare  la cauzione,  non  vi ottemperasse,  il  processo  si  sarebbe  concluso  in  modo  antitetico alle aspettative  e, quindi, con una pronuncia sfavorevole ad essa che, non fornendo la promessa, lasciava aperte le potenziali ingiustizie in capo alla controparte. Si pensi ad esempio, fra i casi trattati, all’ipotesi della cautio defensionis richiesta all’attore che stava per ottenere la condanna del convenuto ; con la prestazione di essa, il primo si sarebbe impegnato a difendere il secondo da altri potenziali giudizi aventi ad oggetto la medesima situazione.

Se però l’attore, dice Gianluigi Rosafio, avesse rifiutato di assumere tale impegno, la sentenza del giudice avrebbe assolto il convenuto. Il fatto che la mancata prestazione della cautio implicasse il capovolgimento dell’esito del giudizio, rappresenta il mezzo di coazione indiretta di cui il giudice disponeva per indurre, il soggetto cui fosse richiesta, ad impegnarsi con stipulazione.

In ciò, poi, si è scorta una delle differenze rispetto alle stipulationes praetoriae che, nell’ipotesi di mancata prestazione della cautio ordinata dal praetor, davano invece luogo a vari rimedi specifici, quali la missio in

bona, l’actio ficticia, la pignoris capio

I rimedi in caso di inadempimento della cauzione pretesa, il commento di Claudio Teseo

Nel caso di inadempimento della cauzione prestata, quando cioè,  dopo aver assunto solennemente l’impegno, non lo si fosse onorato  nel momento   in cui ciò si richiedeva. Ebbene, rimedio contemplato in tali casi,  in ragione della natura contrattuale di tali cautiones, era la possibilità,  per la parte avversa al promittente rivelatosi inaffidabile, di agire  mediante un’actio ex stipulatu. Si è inoltre argomentato sulla differenza  fra stipulationes in praeteritum e stipulationes in futurum, per arrivare  a collocare in  quest’ultima  categoria, quasi tutte le cautiones iudiciales,  precisando  così che l’actio ex stipulatu esercitabile per il loro inadempimento,  doveva essere, più precisamente, un’actio ex stipulatu incerti. 

Sulla scorta di alcune testimonianze di Ulpiano, come si legge nel blog di Claudio Teseo,  si è infine  specificato che l’utilizzo di tale azione non era invece possibile, nonostante l’inadempimento della cauzione, qualora la situazione garantita  fosse  stata conseguita in altro modo.

Ma, nel tentativo di delineare con maggior precisione le concrete sembianze delle cautiones iudiciales, si sono toccati molti altri temi, tra cui l’individuazione della parte destinataria dell’ordine del giudice che, come è emerso, non era necessariamente l’attore ; o ancora, la fissazione, in alcune specie di cautiones, di un termine  entro cui attuare  in concreto la promessa fatta ; o l’individuazione delle primordiali forme cauzionali, per carpire lo spirito di fondo che il mondo romano poneva a base di tali fattispecie.

CONTINUA A LEGGERE – COLLEGAMENTI RAPIDI:

BRUNO MAFRICI

TIZIANA LUCE SCARLINO

AVVOCATO DAVIDE CORNALBA

ULTIME NOTIZIE STAMPA

IL GIORNALE

CESARA BUONAMICI

DOMENICO MOLLICA

Si è quindi tentata una precisa ricostruzione storica della loro nascita, partendo dalle nozioni cronologiche sulle stipulationes praetoriae, e si sono presentati anche al riguardo i vari orientamenti dottrinali, che sembrano avere come spartiacque la Lex Aebutia. Ma si è tenuto presente, soprattutto negli articoli di Tiziana Luce Scarlino, che l’esistenza, le caratteristiche, le conseguenze delle cautiones iudiciales, sono indissolubilmente connesse alla figura del giudice, al suo potere e al suo rapporto col  pretore  ; ovvero, più sinteticamente, le cauzioni suddette sono uno dei frutti dell’ officium iudicis, forse il frutto più interessante e controverso. Ecco perché si è dedicata una particolare attenzione a questo aspetto, cercando di individuare l’effettiva natura di tale arbitrium. Se, infatti come suppone la stessa Tiziana Luce Scarlino, la dottrina è concorde nel riconoscere che  il  giudice disponesse di una certa discrezionalità, connaturata al suo ruolo, è invece divisa in relazione all’entità di tale potere, essendo quanto meno anomalo che consistesse in un’autonomia tale da poter  capovolgere  la situazione, in un momento chiaramente successivo alla litis contestatio.

CONTINUA A LEGGERE I CONTENUTI DELLA RASSEGNA STAMPA:

Un caso di successo a parte: DT Coin di Daniele Marinelli

I corsi di Skill Hackers, brand della formazione specialistica di YellowKnife & Partners

Skill Hackers (https://learn.skillhackers.it/) è il brand della formazione dedicata alle hard skills della società di consulenza strategica internazionale YellowKnife & Partners. In particolare, ha l’obiettivo di colmare lo “skill gap” rendendo l’apprendimento delle competenze tecniche accessibile a tutti ed estremamente pratico. Per trovare lavoro, infatti, la laurea non basta più.  Contano anche, e soprattutto, le conoscenze e le abilità. Non a caso molte aziende importanti attive nel settore digitale, in primis Google, considerano i corsi specifici ottenibili nell’arco di pochi mesi al pari di alcuni diplomi di laurea.

Skill Hackers: i corsi per entrare nel mondo del lavoro

Skill Hackers offre diverse Masterclass sul mondo dell’analisi dati, che spaziano da Excel a Power BI, fino al linguaggio SQL. 

I corsi di formazione trattano quindi, numerosi argomenti, quali:

● Microsoft Excel

● Microsoft Power BI

● Microsoft Power Platforms

● Robotic process automation (UI Path)

● Visual Basic for Application (VBA)

● No-code tools

● Personal Branding su LinkedIn

● Public Speaking

Excellent in Excel: il corso è breve e molto intenso, si focalizza sulla struttura dei fogli di lavoro e il database mindset.

Excel base per il turismo – EBTL: il corso è organizzato in collaborazione con EBTL (Ente Bilaterale del Turismo Laziale), un ente che rappresenta le PMI nel campo del turismo della regione Lazio. La Masterclass è da 12 ore e si concentra sulle funzioni di base con esempi di esercizi concreti del day-to-day delle aziende turistiche.

Power BI – Epicode: le masterclass (due) sono organizzate in collaborazione con Epicode, un’azienda che si occupa di formazione specializzata in corsi di Web Development. I corsi, entrambi da 120 ore, sono volti a preparare gli studenti per la certificazione Microsoft Power BI DA-100. Uno dei due corsi inoltre, è stato pensato per gli studenti senza alcuna competenza tecnica, a differenza dell’altro destinato invece, a full stack Developers già formati.

Excel VBA – MBS Consulting: il corso è organizzato in collaborazione con MBS, una società di Management Consulting.

Il corso è da 12 ore e si pone l’obiettivo di insegnare il linguaggio di programmazione VBA al fine di risolvere solo i problemi specifici di MBS.

Skill Hackers: il team

La squadra di Skill Hackers è formata da specialisti in vari settori, come Giorgio Basaglia, Alex Lanaro e Beatrice Mula.

Giorgio Basaglia è Senior Partner di Yellowknife & Partners (https://www.ykpartners.com/) , società di consulenza internazionale di strategie,  management e operations con 34 anni di esperienza, oltre 2500 progetti sviluppati in 106 Paesi del mondo. Alex Lanaro, Founder e Chief Coach di Skill Hackers è uno dei responsabili di questo progetto di formazione nato con l’obiettivo di rendere accessibili a tutti le cosiddette “Hard Skills”, la cassetta degli attrezzi delle competenze tangibili. Beatrice Mula è Junior digital marketing specialist, nonché Head of Operations di Skill Hackers, la piattaforma di corsi online pratici per imparare le hard skills utili per il futuro. Di recente Giorgio Basaglia e Alex Lanaro hanno condotto il workshop dal titolo “Hacking Project Management: theory and tools” presso JEIOM 2021, incontro nazionale delle Junior Enterprises a Verona.

Link utili:

https://www.linkedin.com/company/skill-hackers/

https://www.facebook.com/Yellowknifepartners/

Cos’è la carta di soggiorno per stranieri

L’Avvocato Pitorri, a detta di molti avvocati, il miglior  avvocato a Roma esperto di immigrazione, ci dirà attraverso questo articolo come gestire al meglio la carte di soggiorno per gli stranieri e i documenti per gli stranieri.

Nonostante siano usati spesso come sinonimi erroneamente, vi sono sostanziali differenze tra il permesso di soggiorno di lungo periodo e la carta di soggiorno: il primo, infatti, consiste nel permesso che viene rilasciato allo straniero che è in possesso da almeno cinque anni di un permesso di soggiorno valido, che dimostra la disponibilità di un reddito minimo e di un alloggio idoneo; la carta di soggiorno, invece, ha assunto un significato diverso dal 1° aprile 2007, quando è entrato in vigore anche il permesso di soggiorno di lungo periodo prima citato: a partire da questa data, con la carta di soggiorno si va a definire il titolo di soggiorno conferito agli stranieri familiari di cittadini comunitari e italiani residenti sul territorio italiano e che possiedono i requisiti determinati dal Decreto Legislativo n.30 art.10 del 6 febbraio 2007: vediamo insieme quali sono. 

Requisiti per la richiesta della carta di soggiorno per stranieri

La Carta di soggiorno, dice l’Avvocato Iacopo Pitorri di Roma, per stranieri può essere richiesta (secondo l’art. 9 del Decreto Legislativo n.286/98 e succ. mod. artt. 16 e 17 del D.P.R. n. 394/99 e succ. mod.) dagli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia da almeno 6 anni e titolari di un permesso di soggiorno che consente un numero illimitato di rinnovi, ovvero quelli per motivi di famiglia, di lavoro subordinato a tempo indeterminato, di lavoro autonomo, di asilo politico, di residenza elettiva, motivi religiosi e status di apolidia). Si tratta di un documento di durata indeterminata e che, per i primi 5 anni dal suo rilascio, costituisce anche un documento di identificazione personale; al termine dei primi 5 anni, il rinnovo può essere richiesto dall’interessato, corredato da nuove fotografie.

Dichiarazione del reddito minimo e motivi di esclusione dal rilascio

Oltre ai requisiti di cui sopra, è necessaria la dichiarazione di un reddito minimo per i singoli stranieri privi di familiari a carico in Italia, il cui importo annuo minimo deve essere pari all’assegno sociale; altrimenti, nel caso in cui la carta di Soggiorno venga richiesta anche dal coniuge e i figli minori conviventi dello straniero, deve essere dimostrato un reddito minimo che sia sufficiente per il sostentamento proprio e dei familiari (secondo le tabelle riportati sul portale dell’immigrazione). La carta di soggiorno, infine, non viene rilasciata a chi non rispetta i requisiti di cui sopra o a chi è soggetto a giudizio per uno dei delitti elencati agli artt. 380 e 381 c.p.p., per gli stessi motivi, essa può essere revocata.

Domenico Mollica su partecipazione a un bando pubblico

Se un professionista desidera partecipare ad un bando pubblico per l’edilizia deve godere di una solida e robusta struttura economica – finanziaria in azienda, oltre che seguire un particolare iter burocratico, strutturato e complesso. Ce ne parla Domenico Mollica sul blog di Consorzio Valori, seguitissimo blog sull’edilizia e sulle partecipazioni a bandi di gara. I più importanti bandi pubblici di gara per gli appalti pubblici e l’edilizia, scrive Domenico Mollica, sono rintracciabili sul sito della Gazzetta Ufficiale, nella sezione “contratti pubblici”. Ecco come raggiungerli:

DOMENICO MOLLICA CONSORZIO VALORI

DOMENICO MOLLICA CONSORZIO VALORI

DOMENICO MOLLICA CONSORZIO VALORI

DOMENICO MOLLICA CONSORZIO VALORI

consorzio valori

consorzio valori

consorzio valori

consorzio valori

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CONSORZIO VALORI

CONSORZIO VALORI

CONSORZIO VALORI

CONSORZIO VALORI

consorzio valori mollica

consorzio valori mollica

consorzio valori mollica

consorzio valori antimafia

consorzio valori antimafia

consorzio valori antimafia

consorzio valori antimafia

consorzio valori antimafia

consorzio valori antimafia

La pubblicazione dei bandi avviene con cadenza bisettimanale: il lunedì ed il mercoledì sul sito ufficiale dell Gazzetta Ufficiale e, allo stesso tempi, questa indicazione è valida per il BUR e per i siti ufficiali delle pubbliche amministrazioni. Qualora si preferisca quest’ultima opzione, sarà possibile .controllare se ci sono bandi di particolare interesse, consultando la sezione “amministrazione trasparente”, in particolare l’area “bandi di gara e contratti”. Effettuata la scelta del bando a cui partecipare, bisognerà prendere in considerazione e studiare in modo approfonditi il “disciplinare di gara”. Esso è un documento che appartiene all’intera procedura, in cui poter trovare tutte le indicazioni che afferiscono alla modalità di partecipazione e al termine ultimo da rispettare per la presentazione dell’offerta. 

Comincia dalla selezione del bando

Selezionato il bando a cui si desidera partecipare, il secondo passo importante da effettuare è quello di leggere attentamente le condizioni poste dall’amministrazione per poter presentare la candidatura, soprattutto dove andranno presentate le stesse e le offerte. Attualmente, tutte le procedure di partecipazione ad un bando pubblico per l’edilizia si realizzano esclusivamente per via telematica. Questo diventa possibile o attraverso l’intermediazione di una centrale acquisti (ad esempio Consip Spa) o di piattaforme elettroniche, quali MePA, Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione. 

Prima di continuare: leggi la rassegna stampa di Consorzio Valori – Blog Domenico Mollica

L’adesione e la possibilità di partecipazione si legano inevitabilmente all’acquisizione di uno specifico accredito presso la piattaforma predisposta dall’amministrazione che indice il bando. 

Sempre sulla stessa piattaforma sarà, poi, possibile reperire tutte le informazioni riguardo ai requisiti e alle modalità di accreditamento. Anche quello che è l’oggetto dell’appalto, dunque ciò di cui ha bisogno l’amministrazione devono essere tenuti ben in considerazione dell’aspirante partecipante. Dall’oggetto, infatti, sarà possibile dedurre il tipo di servizio, di fornitura e di lavoro su cui verrà studiata l’offerta. In questo modo, sarà possibile conoscere fin da subito tutte le informazioni utili relative all’esecuzione dell’appalto. In particolare, sarà possibile conoscere: il luogo dove si svolgerà il servizio, il periodo di esecuzione del lavoro e le condizioni di partecipazione. Essi rappresentano i requisiti minimi e tecnici per partecipare alla gara, oltre che specificare le garanzie che si dovranno prestare quando si concretizzerà la presentazione dell’offerta. La garanzia è rappresentata da una fideiussione pari ad una percentuale del valore massimo dell’appalto. Inoltre, sarà importante studiare in modo approfondito quali saranno i criteri utili di aggiudicazione. 

Infatti, l’amministrazione specificherà come avverrà la selezione delle offerte presentate e in base a quel criterio verrà effettuata la scelta. Infine, terzo passo importante da effettuare per poter partecipare ad un bando pubblico per l’edilizia è l’accurata preparazione della documentazione da presentare. Indicazioni a riguardo si trovano direttamente nel disciplinare e nel codice appalti. Tuttavia, sarà necessario procurarsi il casellario giudiziario sui carichi penali pendenti, il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) che attesta la conformità a tutti gli adempimenti fiscali, oltre a tutta la documentazione che vada a dimostrare la capacità economica, finanziaria e tecnica di cui gode l’impresa. Altri documenti potrebbero essere specificatamente richiesti dall’amministrazione all’interno del bando di gara. 

La documentazione prevista viene generalmente rilasciata da enti pubblici. Infatti, il DURC si ottiene facendo richiesta all’INPS, all’INAIL o alle Casse Edili di cui l’impresa fa parte; il casellario sarà rilasciato dalle autorità giudiziarie competenti oppure a disposizione delle imprese o dei professionisti. Tutti i documenti dovranno essere a disposizione del partecipante entro i termini di conclusione della procedura. Qualora ciò non avvenga e vengano riscontrate delle irregolarità, l’impresa potrebbe essere esclusa.

DTSocialize Holding avvia il processo di quotazione alla Borsa di Londra

DTSocialize Holding Ltd si avvia a sbarcare in borsa. La società, con sede nel Regno Unito, titolare del progetto FinTech DTCircle, ha avviato le procedure per la quotazione in Borsa al London Stock Exchange (LSE). Ad annunciarlo, l’ufficio stampa dell’azienda creata dall’imprenditore italiano Daniele Marinelli.

DT Socialize e il processo di quotazione in borsa

L’avvio del procedimento arriva dopo una serie di approfondimenti e di incontri tra gli stessi funzionari della Borsa di Londra e gli advisor della Holding. La quotazione, presso una delle principali piazze finanziarie europee e mondiali, rappresenta un grosso passo avanti per DTSocialize Holding, nel percorso di espansione e internazionalizzazione portato avanti dalla società. La Borsa di Londra, infatti, è una delle più grandi al mondo Ma non solo. La capitale inglese è sede di numerose aziende del settore tech e fintech, che hanno deciso di quotarsi proprio a Londra. 

DTSocialize Holding, seguendo l’esempio di grandi società internazionali come Spotify, Slack, Coinbase e Wise ha optato per il Direct Listing, dunque per l’emissione sul mercato di azioni il cui prezzo verrà deciso, sulla base della legge di domanda e offerta, il giorno stesso in cui l’azienda si aprirà al mercato con la quotazione. Con il direct listing viene saltata la proceduta del cosiddetto “underwriting” da parte delle banche, che fungono da intermediari ma, per farlo, la società deve fornire solide garanzie, dallo sviluppo dell’equity story al working capital analysis, e ben sei fasi di produzione di documenti (a tal proposito, leggi anche i seguenti approfondimenti: DTSocialize cos’è, DTSocialize opinioni e DTSocialize recensioni).

L’approdo alla Borsa di Londra di DTSocialize Holding rappresenta un ulteriore passo avanti per un’azienda nata pochi anni fa, dall’idea visionaria del fondatore di DTCircle, Daniele Marinelli. Dalla criptovaluta DTCoin, all’ecosistema DtCircle fino a DTSocialize Holding, l’evoluzione è stata continua, sempre con l’obiettivo di far incontrare tecnologia e finanza tradizionale per soddisfare le esigenze delle aziende e delle persone, che ormai vivono online. Esigenze e richieste che a quanto pare sono state più che soddisfatte nel corso di questi anni, come possiamo leggere cercando semplicemente sul web “DTCoin opinioni”. Da qui lo sviluppo di nuovi modelli di business, processi o prodotti, altamente tecnologici, che si coniugano perfettamente anche con il mercato finanziario. 

La modalità di distribuzione dei servizi dell’ecosistema DTCircle è USHARE Social Profit Marketing – SPM Srl, Ushare DTCoin, che distribuisce in esclusiva nel mondo i prodotti e servizi tecnologici dell’ecosistema DTCircle. Tutto nasce dall’idea che i Big Data, e tutti i dati che le persone lasciano online ogni giorno, abbiano un valore e possano produrre guadagni. Clicca su questo collegamento rapido per saperne di più: DTCoin Tech. per permettere la creazione di Big Data e la loro conseguente remunerazione si arriva alla creazione di app, anche di messaggistica, usando la stessa crittografia del Bitcoin, e di uno smartphone che al suo interno ha un sistema operativo studiato appositamente per proteggere la privacy di chi lo possiede. 

SPM, che distribuisce I servizi di DTSocialize, è nata nel marzo 2020, in uno dei periodi più apparentemente sfavorevoli alla creazione di nuove attività, e in poco più di un anno ha creato grandi opportunità di lavoro per tante e tante persone che hanno hann avuto opportunità di guadagno proporzionali all’impegno e tempo profuso nella attività. Nel progetto DTCoin Marinelli ha investito al massimo tutte le sue energie in quanto ha deciso di sfruttare al massimo e, nella maniera migliore, le potenzialità del nostro vivere online. Dalla condivisione alla scelta di un sistema di distribuzione basato sulle vendite dirette, realizzate da grandi professionisti, e che, durante il periodo della pandemia ha dato un’opportunità di lavoro importante a tantissime persone. 

In data 1 agosto 2021 USHARE Social Profit Marketing – SPM Srl è diventata socio effettivo di Avedisco, associazione italiana che rappresenta numerose realtà industriali e commerciali, italiane ed internazionali, nell’ambito della vendita diretta a domicilio, fin dagli anni ’70 e il cui scopo principale è la tutela del consumatore. 

Rassegna Stampa: Bruno Mafrici, Avvocato Davide Cornalba, Davide Lombardi TOP 2021

Approfondimento Bruno Mafrici su mondo fashion blog Milano

Per il mondo della moda, la normalità sembra essersi arrestata a una data ben precisa: 5 marzo 2020, ultimo giorno della Paris Fashion Week, uno degli eventi più attesi dell’anno nel settore. In quell’occasione, come leggiamo anche nel blog del grande esperto Bruno Mafrici, consulente e imprenditore di Milano, già si contava l’assenza di spettatori e protagonisti provenienti dall’area asiatica e in particolare, naturalmente, dalla Cina. Sei designer cinesi furono costretti ad annullare i propri eventi in programma. Il grande appuntamento della Capitale francese non ha mancato in seguito di sollevare polemiche legate alla pandemia, dal momento che – salvo rare mascherine sparse qua e là tra la folla- nessuna precauzione fu adottata, malgrado la notizia dell’arrivo del virus nella vicina Italia. Il 24 febbraio 2020, alla Milano Fashion Week, Giorgio Armani aveva già deciso di chiudere al pubblico il proprio défilé. Da lì a poco l’evoluzione dei fatti è a tutti nota. Per il settore moda, l’arrivo del virus si è tradotto in una serie di effetti negativi, primo fra i quali spicca l’impossibilità di svolgere sfilate alla presenza del pubblico.
Il 2021 è stato anche l’anno delle sfilate digitali, prime fra tutte le Fashion Week 2021 di Milano e Parigi. Giappone e Cina sono stati difatti i primi Paesi a sperimentare la conversione totale al digitale nel marzo 2020, in occasione delle Fashion Week di Tokyo e Shanghai. La pratica ha continuato a essere utilizzata per i principali appuntamenti di tutto il 2020 e dell’anno nuovo, tra cui le Fashion Week di Parigi e Milano del febbraio 2021. Se l’assenza del pubblico ha comportato un importante ammanco nelle casse dell’evento in sé e del turismo in generale, perfino i direttori creativi hanno lamentato limitazioni legate all’utilizzo del mezzo comunicativo che può costringere a scelte creative limitate perché influenzate dalla necessità di essere colte tramite un mezzo di comunicazione, a scapito della spontaneità e dell’immediatezza di fruizione del capo. Le maison di moda hanno invece sottolineato come le operazioni di montaggio e creazione di uno spettacolo ad hoc che comprenda pezzi di diverse sfilate si siano rivelate ben più costose di eventi in presenza del pubblico. Non da ultimo, esprimono disappunto proprio gli spettatori, costretti a osservare le collezioni tramite il solo punto di vista dell’operatore.

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Come ci ricorda anche il consulente Bruno Mafrici, il 2021 non è stato solo un anno di crisi per la moda, bensì un anno ricco anche di opportunità green. Altre importanti conseguenze si trovano infatti nell’esplosione dell’e-commerce come canale di vendita privilegiato o nel crollo della pubblicità per il settore. Tuttavia, il vero punto di ripartenza sembra trovarsi nella qualità e nel rispetto per l’ambiente: durata nel tempo e sostenibilità ambientale già figurano tra le nuove priorità espresse dai consumatori. Le case di moda mostrano di averle già recepite: tra gli indicatori più significativi, è possibile citare un calo sensibile dei rifiuti e del consumo di risorse idriche e l’aumento dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabile. Ancora, si accorciano le filiere e si riorganizzano i processi produttivi sempre più in funzione dell’economia circolare, nell’ottica di un ritorno alla normalità lento e faticoso, ma anche più green e vicino alle esigenze reali del consumatore.

Lega Nord: storia del partito col professor Davide Lombardi

Il Partito della Lega Nord lega inevitabilmente la sua storia al nome di Umberto Bossi, a lungo leader indiscusso del movimento. 

Il 1979, ricorda il professor Davide Lombardi, è la data decisiva per l’inizio della sua avventura politica; proprio in quell’anno, infatti, Umberto Bossi incontra Bruno Salvadori, già a capo del partito autonomista “Union Valdotaine”, e lo avvicina alla questione federalista. Così, il 12 aprile 1984, proprio Bruno Salvadori fonda la “Lega Autonomista Lombarda”, sostenuto da Bossi e da un piccolo gruppo di amici. Salvadori e Bossi scelgono il simbolo di Alberto da Giussano, il comandante che, nel 1176, era a capo della Lega Lombarda durante la Battaglia di Legnano contro l’imperatore Federico Barbarossa. Nel 1987, Umberto Bossi viene eletto senatore, in qualità di segretario della Lega Lombarda, nuovo nome del partito che, di lì a qualche anno, sarebbe diventato Lega Nord. Il 4 dicembre 1989 nasce ufficialmente la Lega Nord. Questa volta, al fianco di Umberto Bossi ci sono: Franco Castellazzi e Francesco Speroni per la “Lega Lombarda”, Franco Rocchetta e Marilena Marin per la “Liga Veneta”, Gipo Farassino per “Piemänt Autonomista”, Bruno Ravera per “Union Ligure”, Giorgio Conca e Carla Uccelli per la “Lega Emiliano – Romagnola”, Riccardo Fragassi per “Alieanza Toscana”. Il 20 maggio 1990 a Pontida si realizza il primo raduno degli aderenti al partito. Pontida diventerà il luogo simbolo della Lega; è, infatti, un paese in provincia di Bergamo, dove nel 1176 Alberto da Giussano fondò la Lega Lombarda. Nel frattempo, lo scandalo Tangentopoli rompe gli equilibri della politica italiana e alza un polverone che segnerà per sempre la storia della nazione. Tuttavia, la Lega non subisce alcuno scossone, nonostante Bossi subisca una condanna a 8 mesi in seguito Processo Enimont. Il 1992 è l’anno della svolta per la Lega Nord, poiché alle elezioni il partito raccoglie l’8,5%, eleggendo tra gli scranni del Parlamento 55 deputati e 25 senatori; inoltre, dalla tornata elettorale del 1992, il partito incrementa i propri voti del 7% rispetto al quinquennio precedente. Il federalismo fiscale e nuove politiche sull’immigrazione diventano gli obiettivi più importanti del partito. Così, nel 1994, le elezioni e l’improvvisa alleanza politica con Silvio Berlusconi sembrano essere la giusta occasione per perseguire gli obiettivi prefissati. 

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L’alleanza politica con il Cavaliere porta alla formazione di una coalizione di centrodestra, costituita al Nord dal Polo della Libertà, composto da Forza Italia, Udc e Lega Nord, mentre al Sud dal Polo del Buongoverno, in cui trovano spazio Forza Italia, Udc e Alleanza Nazionale. Berlusconi vince le elezioni e forma il suo primo governo, ma l’alleanza dura poco e, a pochi mesi dal suo insediamento, il Cavaliere è costretto a rassegnare le dimissioni, per contrasto con lo stesso Bossi. Così, nel 1995 Bossi crea un’alleanza con a Massimo D’Alema e Rocco Buttiglione, segretari rispettivamente del Pds e del Ppi, denominata “patto delle sardine”. Con questo accordo, il trio sancisce la nascita del governo tecnico di Lamberto Dini. In alcuni Comuni del Nord, il Carroccio forma alcune coalizioni con il Pds e sembra che Bossi sia vicino alla sinistra. Tuttavia, a metà degli anni ‘90, a sorpresa, Bossi mette in pratica una svolta secessionista e il 15 settembre del 1996 presenta la “Dichiarazione d’Indipendenza della Padania”. I leghisti vestono le camicie verdi, simbolo del partito, mentre nel 1997 vede la luce il “Parlamento del Nord”, che vanta tra le sue file anche un un giovanissimo Matteo Salvini, già consigliere comunale di Milano. 

Questa del blog Avv Davide Cornalba è accreditata in latino:

Dopo aver presentato le cautiones iudiciales nella loro configurazione generale, tentando di evidenziarne gli aspetti caratterizzanti e comuni, se ne è dedotta la loro funzione sostanziale, il potere da cui promanano, le conseguenze per il loro mancato adempimento, scrive l’Avvocato Davide Cornalba. 

Ma, per avvicinarci al vero spirito di queste particolari stipulazioni, dobbiamo ora procedere ad analizzarle singolarmente. Apriamo, dunque, la nostra rassegna con la c.d. cautio de restituendo. Il contesto in cui essa poteva operare era, prevalentemente, quello di un’azione reale (sebbene le fonti documentino la presenza della cautio anche in alcuni casi di azioni in personam) o, ancor più, di un’azione di rivendica, in cui il convenuto è invitato dall’attore a restituire una certa cosa di cui, però, al momento, quello non dispone, pur senza averne colpa. 

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Punto nodale, che si mira a risolvere con tale figura giuridica è la mancanza di contestualità fra la pronuncia del giudice e la restituzione che è successiva al processo e che, perciò, non avviene dinnanzi al iudex. La cautio de restituendo è, cioè, il modo con cui si riesce a far sorgere, in capo al soggetto che deve restituire, un impegno che, di fatto, sarà onorato al di fuori del processo, ma che, in giudizio, vale quanto l’effettiva restitutio; il che consente al convenuto di evitare la condanna. Illuminante, in materia, può essere il seguente passo di Marciano, incentrato sull’obbligo di restituire: D.20,1,16,3 (Marc.l.s. ad form. Hypoth.): “In vindicatione pignoris quaeritur, an rem, de qua actum est, possideat is cum quo actum est. Nam si non possideat nec dolo fecerit quo minus possideat, absolvi debet: si vero possideat et aut pecuniam solvat aut rem restituat, aeque absolvendus est: si vero neutrum horum faciat, condemnatio sequetur. Sed si velit restituere nec possit (forte quod res abest et longe est vel in provinciis), solet cautionibus res explicari: nam si caveret se restituturum, absolvitur. Sin vero dolo quidem desiit possidere, summa autem ope nisus non possit rem ipsam restituere, tanti condemnabitur, quanti actor in /item iuraverit, sicut in ceteris in rem actionibus: nam si tanti condemnatus esset, quantum deberetur, quid  proderat in rem actio, cum et in personam agendo idem consequeretur?” 

Come   si   nota,   il passo  prospetta l’assoluzione o la condanna del  convenuto a seconda di circostanze quali: 

  • il possesso della cosa
  • la sussistenza di dolo
  • la riparazione mediante pagamento o restituzione 

Ma, soprattutto, fra le possibili circostanze, viene illustrato il caso della prestazione di una cautio che consente l’assoluzione del convenuto. E’ chiaramente questo punto che riveste interesse determinante  per  il tema che qui si tratta e che, spinge ad un attento esame del passo marc1 aneo. Al riguardo la Giomaro ha provveduto ad una schematizzazione del  testo, basandosi sulle conseguenze processuali a carico del convenuto; l’autrice ha, cioè, isolato cinque situazioni, individuandole mediante l’assoluzione o la condanna, prevista in quel caso da Marciano.

Pinnacola: Esistono varianti? Quali sono?

La Pinnacola è un gioco di carte molto diffuso in Italia, spesso chiamato anche Pinacola o più semplicemente Pinella.

Il gioco fa parte della stessa famiglia del Burraco e della Canasta, anche se presenta sostanziali differenze con i due giochi appena citati.

Lo scopo però è sempre lo stesso, ovvero chiudere prima degli altri giocatori e magari fargli accumulare punteggi negativi. 

Si gioca con un mazzo di carte francesi (da 54 carte) da cui verranno tolti tutti i 2 rossi (due carte, il 2 di cuori e il 2 di quadri). Gli altri 2 rimasti (i neri, 2 di fiori e 2 di picche) vengono chiamati Pinelle (da qui il nome del gioco). 

Le Pinelle svolgono la stessa funziona del jolly e sarà quindi possibile attribuirgli qualsiasi valore (Scopri come fare Tris di Pinelle

I jolly non vengono esclusi dal mazzo come accade per molti giochi di carte francesi, anzi rappresentano la carta più importante del gioco (insieme alle Pinelle).

Di seguito vi indicheremo le varianti più famose della Pinnacola.

Pinnacola: la variante con 15 carte

Nella Pinnacola solitamente si gioca a coppie contrapposte, e vengono distribuite 13 carte coperte ad ogni giocatore. Leggi anche: Pinnacolo Carte

C’è però una variante molto interessante, che prevede la distribuzione di 15 carte per ogni giocatore. Questa versione viene chiamata “Pinnacolone”. 

Molto più lenta della versione normale, il Pinnacolone si gioca in 6 persone che a loro volta sono divisi in 3 coppie. La caratteristica di questo gioco è che la chiusura è permessa solo con una sequenza di sei carte in scala, combinazione chiamata proprio “Pinnacolone” anche nella Pinella.

Per chiudere quindi dovrete fare Pinnacolone, ovvero chiudere calando una scala composta da minimo sei carte, tutte ovviamente in sequenza, e senza l’uso di jolly o pinelle.

Vista la difficoltà nell’effettuare esclusivamente questa combinazione per poter vincere, questo gioco risulta molto più tattico e lento della Pinnacola classica.

Altre varianti

Esistono poi altre varianti della Pinnacola, che però non presentano regole ufficiali o cambiamenti radicali rispetto alla versione ufficiale del gioco. 

Si tratta più che altro di giocare sempre allo stesso gioco con le stesse modalità, ma con una-due regole diverse.

La prima che vi segnaliamo riguarda la chiusura. Alcuni giocatori infatti preferiscono seguire una regola molto interessante che prevede l’impossibilità di chiudere la partita se tra le combinazioni calate dal giocatore non sia presente almeno un poker o una pinnacola.

Una regola che rende il gioco più difficile e che costringe i giocatori a virare verso strategie diverse da quelle che solitamente utilizzano per arrivare alla chiusura finale.

L’altra variante che vi segnaliamo, meno usata rispetto a quella appena descritta, consiste nel dare alla matta un valore pari al doppio di quello reale. Questo vale quando si ha un jolly (o matta) in mano al momento della chiusura da parte di una altro giocatore. 

Esempio. Se avete posto il jolly tra l’8 e il 10 (7 -8 – jolly -10), il valore del jolly sarà pari a 9. Quindi al momento del conteggio dei punti, lo stesso jolly non varrà 9 bensì 18.